Matera, nell’ex Bankitalia spazi espositivi, ristorante e conferenze

Il palazzo della già filiale materana della Banca d’Italia dovrebbe trasformarsi “entro la primavera del 2019 in un centro culturale”. Ecco: i primi due piani adibiti a spazi espositivi, al terzo una sala conferenze da seicento posti, e poi un ristorante panoramico con vista sui Rioni Sassi. Si vocifera di un investimento complessivo pari a cinque milioni di euro in capo alla società MPH S.r.l..
Nel frattempo sul cartello affisso dietro sbarre di ferro si legge “Manutenzione straordinaria dell’immobile denominato ex Banca d’Italia”. Lavori iniziati a fine aprile 2018, da concludersi entro 92 giorni.
L’edificio si trova in piazza San Francesco, cuore storico della Città dei Sassi. Aggiudicato alla società a responsabilità limitata MPH, sede in Tito presso Potenza, la cui offerta sarebbe stata di 4,8 milioni di euro rispetto ai 5,2 milioni fissati da Bankitalia.
Costruzione realizzata negli Anni Cinquanta. Due i corpi di fabbrica: manufatto principale con quattro ingressi a uso ufficio e struttura di tre livelli per magazzini più deposito. La superficie complessiva nella misura di 3.690 metri quadrati.
Pochi passi indietro nel tempo. Il 14 settembre 2009 i vertici di Banca d’Italia decretano la chiusura della sede di Matera, nonostante lettere di sindaci e organizzazioni di varie categorie sociali inviate al Governatore Mario Draghi: “La ventilata chiusura della sede significherebbe condannare il già fragile sistema economico di questa città ad un altro duro colpo, dopo le continue penalizzazioni inflitte ultimamente al territorio, che ne limitano lo sviluppo… Si chiede che la trattativa possa essere riaperta considerando l’opportunità di non depauperare la nostra realtà di una efficiente istituzione economica”.
Petizioni che s’infrangono contro il muro del silenzio innalzato dai massimi banchieri italiani e, soprattutto, a fronte dell’inesistenza di un pur minimo potere contrattuale riconducibile al ceto dirigente locale.
A metà giugno 2010 Banca d’Italia inserisce la residenza materana nel Piano di dismissioni (70 immobili per un valore di 420 milioni di euro) affidato, per la cessione, al raggruppamento temporaneo d’imprese Collers International Italia – Exitone. Risultato? Nessun acquirente in grado di sborsare, si vociferava, 5,9 milioni di euro per il complesso edilizio di Matera.
Quindi la cessione, dopo il secondo bando, al sodalizio MPH S.r.l., gruppo industriale fondato da due potentini: Pasquale Carrano farmacista e Michele Di Trana ingegnere.
Opera nel mercato dell’information tecnology, tramite aziende specializzate nella progettazione e realizzazione di software, consulenza e “…outsorcing di processi organizzativi”.
Risulta essere capofila di quattro imprese: Smartp@per S.p.A. (tra l’altro in joint venture con Enel S.p.A. per la gestione documentale), Intema S.r.l., Smartest S.r.l. e Baltik It Sia.
Conta novecento addetti, di cui settecento in Basilicata in massima parte giovani sotto i 30 anni.
Otto stabilimenti, cinque dislocati in area lucana, due su territorio Veneto e uno nella Lettonia.
Pasquale Carrano chi è? Ex presidente Confindustria Potenza, ex membro Commissione regionale Lucani nel mondo, ex consigliere presso succursale Banca d’Italia di Potenza, dal 2012 al 2015 consigliere del Cnel (consiglio nazionale dell’economia e del lavoro) su proposta del presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti, dal 2015 nel Consiglio di Territorio del Sud Italia di Banca Unicredit, presidente e amministratore delegato Smartp@per S.p.A., presidente di Smartest S.r.l..
L’ingegnere Michele Di Trana ricopre la carica di amministratore delegato di MPH S.r.l., ed è stato sindaco di Calvello, provincia di Potenza, dal 1992 al 1997 con la Lista formata da Pci-Dc-Psdi.

 

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