Lecce, modello di controllo mammografico tra i primi d’Italia

Per quanto riguarda lo screening mammografico il modello sanitario di Lecce si classifica prima in Puglia e tra le prime d’Italia con un’adesione pari al 75,4%, secondo il Rapporto Bersagli 2017 della Scuola Superiore “Sant’Anna” di Pisa.
Il sistema realizzato dalla Asl salentina ha decimato le liste d’attesa: 42mila le prestazioni di senologia istituzionale effettuate nel 2017, 25.978 le donne tra i 50 ed i 69 anni contattate in tutto il Salento. Di queste hanno aderito 19.604 donne, ovvero il 75,4%.
Un programma nato dalla sintesi del dialogo instaurato tra esperti, pazienti ed associazioni. Nella prima fase di attuazione si è distinto il percorso di diagnosi per la donna sana e quello di cura per la donna ammalata.
Determinante la segmentazione delle prestazioni attraverso agende distinte dedicate: routine, per donne asintomatiche con esame ogni 18-24 mesi, follow-up, per pazienti già operate di cancro alla mammella, primo accesso per donne alla prima mammografia, agenda codice D01 per donne dai 45 ai 49 anni per la sola mammografia gratuita ogni 18 mesi, agenda urgenze, con priorità B, entro dieci giorni, per donne segnalate dal medico di base, agenda dei controlli, per donne con impegnativa dello specialista per controlli a 6 mesi-1 anno; agenda con codice D05, per approfondimento diagnostico, con impegnativa dello specialista. Ultima arrivata è l’agenda per familiarità, riservata alle donne con familiarità al tumore tra i parenti più stretti e positive al test genetico BRCA1.
La seconda fase si concentra sull’abbattimento delle liste d’attesa. L’Asl ha istituito un gruppo di lavoro per la senologia di cui fanno parte esperti, medici e rappresentanti dei pazienti e delle associazioni. Un gruppo che fa capo alla direzione sanitaria, pur operando in perfetta collegialità ed in sintonia con il direttore del dipartimento di diagnostica per immagini, Massimo Torsello.
È stato possibile raggiungere questi risultati intervenendo sia sull’eliminazione degli sprechi, sia regolando il flusso delle richieste con la creazione di un CUP senologico con operatrici adeguatamente formate.
Parallelamente si è investito, oltre che sugli strumenti informativi, anche sulle tecnologie. Sono stati potenziati gli ecografi già in uso e sono stati acquistati nove mammografi 3D di ultima generazione, distribuiti tra il polo oncologico ed i dieci distretti socio sanitari. Si è contribuito inoltre a migliorare l’archiviazione dei documenti e la lettura in remoto dell’esame. Le buone pratiche e la funzionale divulgazione delle informazioni hanno coinvolto anche i medici di base e le strutture convenzionate, integrate nel cup senologico centralizzato.
La terza fase del programma di riordino è stata dedicata al percorso di cura. La donna risultata positiva allo screening viene affidata alla breast unit, dove un’equipe multidisciplinare ne elabora il percorso terapeutico individuale.

Potrebbe piacerti anche Altri di autore