ZES Puglia-Basilicata, le carte bollate non finiscono mai

Carte bolli e pec certificate senza fine. Per esempio gli incartamenti con oggetto la Zona economica speciale (Zes) appulo-lucana.
Presidente e assessori della Regione pugliese hanno riapprovato il “Piano di sviluppo strategico Zes Basilicata a carattere interregionale finalizzato allo sviluppo della proposta di istituzione di una Zes jonica di concerto con la Regione Puglia” adottato dalla Giunta regionale lucana.
In precedenza i vertici politici delle Puglie avevano ratificato, stante la Legge n.123/2017, la prima fattispecie di Zes che consentiva alle Regioni non in possesso di aree portuali di presentare le richieste di Zes “solo in forma associativa con Enti contigui o insieme ad altre superfici marittime aventi caratteristiche di Legge”.
Il 20 agosto scorso il dirigente generale del Dipartimento politiche e sviluppo della Regione Basilicata trasmette alla Regione Puglia l’atto-modifica e aggiornamento del Piano strategico Zes interregionale al 3 luglio 2018 – con cui la Giunta regionale lucana delega il presidente della Giunta pugliese a inviare il dossier alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, e chiede che venga riconvalidato il nuovo progetto strategico della Zes.
La Giunta regionale della Puglia nell’accogliere il documento della Regione Basilicata fa al Presidente del Consiglio dei Ministri la richiesta seguente: l’emanando decreto di attuazione delle Zes possa prevedere agevolazioni permanenti nel tempo, così come le esenzioni decennali delle imposte per tutti i nuovi investitori contemplate dalla vecchia Legge n.64/1986 che dettava “Una disciplina organica dell’intervento straordinario nel Mezzogiorno”.
Tali facilitazioni, oltre a favorire il pieno raggiungimento degli obiettivi della Legge sulle Zes, non comporterebbero alcun onere a carico del Bilancio dello Stato.
L’impatto economico della Zes in termini di produzione determinerebbe un incremento del valore aggiunto (al netto dell’inflazione) di quasi l’11% in 12 anni nella provincia di Matera e dell’8% in quella di Potenza, con un beneficio complessivo per la regione di 9,5 punti di Prodotto interno lordo.
Gli investimenti riconducibili a Matera capitale europea della cultura 2019 e la conseguente visibilità che l’evento porterà nella Città dei Sassi e in Basilicata dovrebbe rappresentare “ulteriore occasione da cogliere appieno per valorizzare sui mercati esteri l’affidabilità e la qualità dei prodotti tipici lucani, creando i presupposti per la nascita di più efficaci canali di commercializzazione”.
La Basilicata risulta comunque essere la regione italiana che maggiormente contribuisce alla bilancia energetica nazionale. Le produzioni di olio greggio incidono sulla quota italiana per il 31% pari all’80% delle produzioni su terra ferma mentre quelle del gas naturale incidono per il 20% delle produzioni nazionali e del 60% su quelle effettuate su terra ferma.
A partire dagli anni Novanta viene espletata, in particolare in Val d’Agri (Eni: 90 mila barili estratti al giorno) a cui si aggiungono le estrazioni nella Valle del Sauro (Total: a breve scadenza dovrebbe emungere 50 mila barili al giorno), un’ingente quantità estrattiva di idrocarburi che contribuisce in maniera notevole al fabbisogno italico.
Di conseguenza l’interesse della Regione Basilicata a inserire direttamente nella Zes l’area industriale di Viggiano Grumento in provincia di Potenza.
Ipotizzati, dulcis in fundo, da presidente e assessori regionali incentivazioni per il sistema produttivo lucano con un “…impegno finanziario di circa 175 milioni di euro attivabili entro l’anno in corso a scala regionale e con una corsia preferenziale in favore delle imprese insediate in aree Zes”.

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