Via libera del Parlamento europeo alla salvaguardia del diritto d’autore

Il Parlamento europeo ha dato il via libera alla proposta di direttiva sui diritti d’autore nel mercato unico digitale. E’ stata adottata con 438 voti a favore, 226 contrari e 39 astensioni.
“La direttiva sul diritto d’autore è una vittoria per tutti i cittadini”, dice il presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani. “il Parlamento europeo – aggiunge – ha scelto di difendere la cultura e la creatività europea e italiana, mettendo fine al far-west digitale”.
“Ha vinto l’Europa della cultura e della creatività contro l’oligopolio dei giganti del web”, dice l’europarlamentare del Pd, Silvia Costa.
Dal M5S l’europarlamentare Isabella Adinolfi parla di “una pagina nera per la democrazia e la libertà dei cittadini. Con la scusa della riforma del copyright, il Parlamento europeo ha di fatto legalizzato la censura preventiva. Il testo approvato dall’aula di Strasburgo contiene l’odiosa link tax e filtri ai contenuti pubblicati dagli utenti. E’ vergognoso! Ha vinto il partito del bavaglio”.
Tenendo conto delle modifiche al testo della direttiva, che sarà la base per la trattativa con il Consiglio, i colossi digitali (Google, Facebook, You Tube…) dovrebbero condividere i loro ricavi con artisti e giornalisti.
Diversi emendamenti alla proposta comunitaria passati in votazione mirano a garantire che i creativi, in particolare musicisti, artisti, interpreti e sceneggiatori, e anche editori e giornalisti, siano remunerati per il loro lavoro quando questo viene utilizzato da piattaforme digitali come YouTube o Facebook e da aggregatori di notizie come Google News.
La posizione negoziale del Parlamento rafforza la proposta della Commissione europea per quanto concerne la responsabilità delle piattaforme e degli aggregatori di notizie per le violazioni del diritto d’autore.
Nelle disposizioni introdotte si prevede che la semplice condivisione di collegamenti ipertestuali (hyperlink) agli articoli, insieme a “parole individuali” come descrizione, sarà libera dai vincoli del copyright.
Invece se i link saranno accompagnati da descrizioni che soddisfano la lettura degli utenti si ricadrà nella casistica degli snippet (foto e breve testo di presentazione di articoli): questi saranno coperti da copyright e quindi le piattaforme dovranno pagare i diritti agli editori per il loro uso.
Non sono previsti filtri sui contenuti ma una cooperazione tra piattaforme e detentori dei diritti d’autore “concepita in modo da evitare che colpisca anche le opere che non vìolano il copyright”. Le piattaforme dovranno quindi istituire dei meccanismi rapidi di reclamo, gestiti da persone e non da algoritmi, per presentare ricorso contro un’ingiusta eliminazione di un contenuto.

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