Otranto film festival, scambio culturale tra i popoli del Mediterraneo

A partire da oggi fino a domenica 16 settembre il Comune di Otranto ospita la X edizione OFFF – Otranto Film Fund Festival community edition.
Da quest’anno la manifestazione si avvale della direzione artistica dell’attrice Stefania Rocca che promette una grande festa tra le piazze, le strade e le spiagge della cittadina pugliese.
Come ogni anno il Festival promuove e celebra le opere (lungometraggi, documentari, cortometraggi) prodotte con il sostegno dei Film Fund e delle Film Commission e nasce da almeno tre considerazioni: l’importanza dei Film Fund e delle Film commission dal punto di vista organizzativo.
Finanziato dalla Regione Puglia l’evento è realizzato dalla Fondazione Apulia film commission in collaborazione con Pugliapromozione e con il patrocinio e contributo del Comune di Otranto.
“Otranto e Venezia, Otranto Film Fund Festival e La Biennale, un’occasione ghiotta, in questi giorni di ribalta internazionale, in cui tessere relazioni e dare notizia dell’intrigante e ricco programma accoglierà attori, artisti, amanti e “curiosi” del cinema – dichiara l’Assessore Regionale Loredana Capone – OFFF è uno dei grandi festival della Puglia, un festival che ha saputo guardare all’Adriatico, ai Balcani, ricucendo, attraverso il cinema, quel senso di prossimità di cui oggi avremmo tutti così tanto bisogno. È questo il messaggio di cui si fa portavoce la nostra regione: a fronte di tutti i muri c’è la Puglia, con il suo manifesto più importante, la sua comunità, la sua capacità di essere sempre accogliente”.
Il sindaco di Otranto Pierpaolo Cariddi aggiunge: “Siamo giunti alla decima edizione di OFFF, di anno in anno il Festival è cresciuto e per questo decimo compleanno con la Regione Puglia, Apulia Film Commission e il Comune abbiamo voluto fare al territorio, alle nostre comunità, ai turisti che ci raggiungono proprio nei mesi di settembre, sapendo della presenza di questo e altri eventi. L’incontro di comunità che quest’anno OFFF ci propone rafforza ulteriormente la vocazione secolare di Otranto che nasce, nella notte dei tempi, proprio come luogo di scambio tra i diversi popoli del Mediterraneo. La nostra storia è costruita prevalentemente sugli incontri di genti diverse che a volte hanno preso da noi, altre volte ci hanno insegnato qualcosa, in uno scambio continuo culturale, tecnologico, sociale, economico, che ha consentito a tutti di crescere”.
A partire da martedì 11 settembre, ogni sera sulla spiaggia della Madonna dell’Alto Mare, saranno in programma le proiezioni di tutti i lungometraggi in concorso per la Film Community Edition. “I Villani” di Daniele De Michele (Italia, 2018), è un film che segue la vita di quattro personaggi che nel loro fare quotidiano rappresentano la sintesi delle infinite resistenze e reticenze ad adottare un modello gastronomico e culturale uguale in tutto il mondo.
“Lazzaro felice” di Alice Rohrwacher (Italia, 2018) è la storia di Lazzaro, un contadino che non ha ancora vent’anni e di Tancredi. È la storia di un’amicizia che nasce vera, nel bel mezzo di trame segrete e bugie.
“More / Daha” di Onur Saylak (Turchia, 2017) racconta la vita di Gaza, un ragazzo turco di quattordici anni, costretto dal padre autoritario ad aiutarlo a introdurre rifugiati in Europa. Una vita di crimini dalla quale Gaza sogna di fuggire.
“Oltre la notte / In the fade” di Fatih Akin (Germania, 2017). La vita di Katja viene improvvisamente sconvolta dalla morte del marito Nuri e del figlioletto Rocco, rimasti uccisi nell’esplosione di una bomba. Danilo, avvocato e miglior amico di Nuri, rappresenta Katja nel processo finale contro i due sospetti: una giovane coppia appartenente a un’organizzazione neonazista. Il processo è un’esperienza durissima per Katja, che però non si arrende.
“Piazza Vittorio” di Abel Ferrara (Italia, 2017) è l’occhio del regista newyorkese che si poggia sul fascino dell’antico splendore di Piazza Vittorio a Roma, che oggi ospita un microcosmo di etnie e classi sociali delle più varie, dai divi del cinema ai clochard.
“Sacrilege / Ierosyloi” di Marsa Makris (Grecia, 2017). I due protagonisti, una donna irrequieta e affascinante e un uomo malato, costretto a letto, si ritrovano ad affrontare una convivenza non idillica, rinchiusi in un appartamento labirintico e decadente, tagliati fuori da un mondo altrettanto decadente e minaccioso, spiato attraverso le fessure delle finestre.

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