Gravina, via Giudice Montea ancora sbarrata al pubblico

Dopo più di sette anni lo storico belvedere via Giudice di Montea, nonché strada panoramica per ammirare la collina di Botromagno, è in gran parte chiuso alla pubblica fruizione.
Piaggio e Fondovico sono i due più antichi rioni della città un tempo governata dalla dinastia Orsini. Si trovano nei dintorni del burrone denominato “la Gravina”, riconducibili alle voci Pagus e Vicus: in uso presso gli antichi Romani ad indicare piccole frazioni abitate di territori dipendenti da un vicino Comune rurale.
Lo storico gravinese Domenico Nardone racconta che i due agglomerati umani “preesistessero alla distruzione di Silvium (l’antica Gravina, ndr), e che da essa dipendessero al tempo dei Romani forse anche prima. Sfuggiti alla invasione e distruzione dei vandali, per la loro ubicazione e forse anche per la loro trascurabilità, divennero centri di attrazione per i profughi di Silvium che, protetti dalle milizie bizantine venute da Costantinopoli a fronteggiare i Vandali, quivi rimasero e si moltiplicarono durante il lungo periodo di guerre e invasioni che procrastinò dal 456 al 553”.
A partire dall’anno 2011, quando si verificò il crollo di un’abitazione privata, via Giudice Montea risulta non percorribile.
Il Comune nel 2014 spende 702.042,57 euro per la “riqualificazione, fruizione del margine urbano e potenziamento sottoservizi” del Bastione medievale, via Giudice Montea, Cavati. Appalto vinto dall’impresa locale Apulia S.r.l. Lavori ultimati nel 2016.
Strada, a tutt’oggi settembre 2018, non transitabile. Motivo?
La sicurezza, considerato il fabbricato sbriciolato e non ancora ripristinato.
Il 23 novembre 2017 l’Amministrazione comunale ha concesso l’autorizzazione alla “fedele ricostruzione di porzioni di immobile e consolidamento statico residenziale” in capo al proprietario dell’immobile. I lavori devono essere ultimati entro tre anni.
Qui le foto di Via Giudice Montea.

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