Fiera del Levante 2018 tra passato futuro e innovazione

L’82^ edizione della Fiera del Levante si terrà dall’8 al 16 settembre, alla cerimonia inaugurale ci sarà il presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte.
“Esiste una distinzione tra la fiera e la campionaria – sostiene Sandro Ambrosi presidente della Nuova Fiera del Levante S.p.A. – prima di tutto ciò che determina la differenza tra i due concetti è la durata. Sarebbe inconcepibile far durare una fiera nove giorni. Dunque, si tratta di un momento di festa, di tradizione legata alla cultura economica (e non), del sud, di Bari. Così va inquadrata la Fiera del Levante: un termometro dell’economia circostante e quindi anche dei paesi che ci circondano. Quest’anno ci siamo mossi per trasformare questa campionaria non solo della Puglia ma anche delle regioni del sud. Sarà, infatti, presente la Sicilia (con ampio spazio dedicato all’artigianato) e l’Abruzzo. La Basilicata con la vetrina dedicata a Matera, città della cultura. Abbiamo escluso la Campania anche se è prevista la presenza di imprenditori singoli. Occorre dunque guardare alla Fiera come una sorta di incubatore di start up. Laddove si percepisce che un settore è maturo abbastanza per diventare una fiera di settore, questa si può definire campionaria. Un esempio è Agrilevante. Lo stesso vorremmo provare a fare nell’edilizia e con il settore del riscaldamento”.
A fronte dell’anno 2017 si registra un aumento di richiesta di spazi espositivi al punto che non si stanno accettando registrazioni in settori già in “over booking” come ad esempio l’automotive e l’arredamento. Si parla finora di circa 600 espositori con un aumento del 10% in più rispetto alla precedente edizione.
“Siamo consapevoli di avere tra le mani un patrimonio storico economico tra i più importanti – afferma Ambrosi – non solo per Bari ma anche per il sud e l’intera nazione visto il ruolo che oggi il sud deve avere. Alla luce di tutto questo ci comportiamo di conseguenza e guardiamo alla fiera come una sorta di costante e continua staffetta tra il passato e la tradizione, il futuro e l’innovazione. Un passaggio di testimone tra quello che accade oggi, che è già ieri e quello che accadrà domani. Occorre rendere consapevoli le imprese e i consumatori di questo continuo passaggio. Da questo punto di vista noi vogliamo inquadrare la nuova fiera del levante compatibilmente con la tradizione più profonda della campionaria”.
Nuova vita dunque per il quartiere fieristico che si estende su una superficie di 300.000 metri quadrati. I capannoni, 90.000 metri quadri, sono per lo più utilizzabili.
Nella zona dell’ingresso orientale sono stati effettuati interventi decisivi.
Tra gli eventi previsti quello del villaggio del cibo della Coldiretti, convegni e momenti culturali dedicati al cibo con la collaborazione dell’assessorato regionale all’agricoltura, senza dimenticare la galleria biologica.
“Una delle due importanti novità: la presenza massiccia delle associazioni di volontariato – conclude Ambrosi – con circa 60 realtà che, a rotazione, saranno presenti nel padiglione di via Verdi La Diocesi ha accolto con grande entusiasmo questa idea. Gli interscambi commerciali arrivano se tra i paesi c’è serenità e se le stesse religioni riescono a convivere. Vorrei che la fiera diventi il simbolo di questo equilibrio”.

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