Faro della Corte dei Conti su 5 per mille dell’Irpef e CAF

La scelta del 5 per mille dell’Irpef da parte dei contribuenti e l’audit dell’Agenzia delle Entrate sui comportamenti degli intermediari.
Con tre relazioni, n. 14/2013/G del 18 dicembre 2013, n. 14/2014/G del 31 ottobre 2014 e n. 9/2015/G del 26 ottobre 2015, la Corte dei conti ha riferito sulle modalità di gestione dell’istituto del 5 per mille nei suoi primi anni di applicazione individuando gli elementi di debolezza della normativa e della sua applicazione, al fine di indicare le iniziative da intraprendere per migliorarne l’impianto complessivo.
In tale contesto, su impulso dell’organo di controllo, l’Agenzia delle Entrate ha svolto un’approfondita attività di audit sul comportamento degli intermediari, alcuni dei quali in potenziale conflitto di interesse con l’attività di raccolta delle volontà dei contribuenti in quanto essi stessi fruitori del 5 per mille o in stretto legame con i beneficiari.
Nell’ambito dell’analisi svolta dall’Agenzia delle entrate come attività di audit per gli anni 2014 e 2015, avente ad oggetto anche “l’8 per mille”, sono emerse alcune problematiche relativamente alla comunicazione. In particolare, si sono constatate:

  • Trasmissioni di scelte difformi dalla volontà dei contribuenti;
  • La mancata conservazione del 4,6 per cento delle schede delle scelte;
  • Potenziale interferenza nel processo decisionale dei contribuenti.

All’esito dell’indagine, l’Agenzia delle entrate ha comunicato che i verbali con le contestazioni sono stati trasmessi all’ufficio competente all’irrogazione delle eventuali sanzioni.
La Consulta dei CAF (centro assistenza fiscale), nel prendere atto che le disposizioni vigenti ammettono che l’intermediario possa essere, anche indirettamente, beneficiario del contributo, ha dichiarato la disponibilità ad affrontare la problematica anche attraverso una modifica legislativa.
Qui il documento della Corte dei Conti:

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