Foggia, strage di migranti che tornavano da lavoro sottopagato

Dodici immigrati sono morti nell’incidente stradale avvenuto nel pomeriggio di lunedì 6 agosto lungo la statale 16 all’altezza dello svincolo per Ripalta, nelle campagne di Lesina.
Un furgone con targa bulgara con a bordo extracomunitari si è scontrato frontalmente con un camion carico di farinacei. Tre persone sono rimaste ferite, tra cui l’autista del Tir che non è in pericolo di vita.
Le vittime di origine africana tornavano dai campi del foggiano dopo la giornata di lavoro pagata pochi euro all’ora.
Una dinamica che richiama precisamente l’altro incidente mortale avvenuto sabato 4 agosto tra Castelluccio dei Sauri e Ascoli Satriano dove sono morti altri 4 braccianti africani.
Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco e i Carabinieri di San Severo. Difficili le operazioni di riconoscimento dei cadaveri.
“Emerge con fortissima evidenza la necessità, già da noi abbondantemente evidenziata, che il trasporto dei braccianti immigrati venga organizzato con il concorso pubblico-privato per garantire sicurezza e tutela e soprattutto sottrarre ai caporali questo formidabile strumento di ricatto e di controllo”, osserva la senatrice PD Teresa Bellanova, già sindacalista della Federbraccianti Cgil.
Dalla Cgil Puglia il segretario Pino Gesmundo sollecita “un intervento pubblico per il controllo del territorio e l’istituzione di servizi per l’accoglienza e trasporto pubblico”. “Senza – sottolinea – continueremo a contare vittime mentre le economie criminali ingrasseranno i loro portafogli. Chiediamo pertanto la convocazione urgente in Prefettura a Bari e Foggia dei tavoli previsti dal protocollo interministeriale, che affrontino la questione trasporti e accoglienza a partire dalle risorse già disponibili individuate dalla Regione Puglia”.
Pietro Buongiorno, segretario regionale della Uila Uil Puglia chiede al Ministro dell’Interno Salvini di “scendere in Puglia per rendersi conto di che cosa accade per le strade in questi giorni di grandi raccolte di derrate agricole, e convochi immediatamente un tavolo di crisi”.

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