TAP, ministro grillino Lezzi ribadisce il suo no

“Il gasdotto Tap non è un genere di investimento che serve né al Salento né alla Puglia né all’intera Italia”. Parole del ministro per il Sud, la grillina Barbara Lezzi, pronunciate in quel di Matera nel corso di una conferenza stampa, in perfetta coerenza con quanto sostenuto durante la campagna elettorale. Quindi va riconosciuto al ministro Lezzi di non aver cambiato idea una volta diventata ministro.
Però la questione TAP (trans adriatic pipeline) vede l’Italia solo come terminale di un’opera che interessa molti paesi dall’Asia all’Europa, vincolati da un patto comune: smontarlo significa arrecare una danno impressionante alla credibilità italiana a livello mondiale.
L’opera infrastrutturale per il trasporto del gas è in avanzato stadio di costruzione (76%). Pertanto fermare il completamento della parte finale, quella italo-salentina, significa entrare in un gigantesco contenzioso.
Da ultimo va detto che dichiarazioni di segno ben diverso sono state recentemente pronunciate dal ministro degli Esteri Enzo Moavero e dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella (entrambi favorevoli all’operazione TAP) creando così l’effetto surreale di un’Italia che parla a più voci su un tema di enorme rilevanza strategica.
Insomma, si è di fronte a confusione, melodramma politicante all’italiana.
Di conseguenza ci si chiede: la linea del governo Salvini-Di Maio-Conte su TAP è quella di Mattarella e Moavero? O quella del ministro Lezzi?
Terza soluzione non c’è.
Aspettando i provvedimenti di Legge del presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte.

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