Inchiesta sanità Basilicata, presidente Pittella resta ai domiciliari

Marcello Pittella (Pd), presidente della Giunta regionale della Basilicata, resta ai domiciliari. È la decisione adottata dal Gip del Tribunale di Matera Angela Rosa Nettis nell’ambito dell’inchiesta sulle raccomandazioni e sui concorsi truccati nella sanità lucana.
Dallo scorso 6 luglio, con le accuse di falso e abuso d’ufficio, Pittella che non si è dimesso dall’incarico presidenziale, è agli arresti nella sua abitazione di Lauria provincia di Potenza e, stante la Legge Severino, è sospeso dalle funzioni di presidente.
Il Gip aveva motivato i domiciliari anche per il pericolo di ripetizione del reato perché Pittella si era ricandidato alla guida della Regione per le prossime elezioni che si terranno a novembre prossimo.
Il fatto di non essersi dimesso potrebbe aver influito sulla scelta del giudice.
Il 12 luglio 2018 Pittella aveva risposto per due ore alle domande dell’interrogatorio di garanzia. Per l’accusa il presidente dettava “le sue regole partitocratiche” trasmetteva “i suoi elenchi, le sue liste verdi, le sue direttive” ovvero i nomi dei raccomandati che dovevano vincere i concorsi indetti nel settore della sanità: promossi anche se “hanno fatto tutti schifo”, come registrano gli investigatori in un’intercettazione.
Un dato irrilevanete perché, secondo la Procura di Matera, a contare era la volontà di Pittella: “Sia fatta la sua volontà”, dicono i sottoposti: l’ex commissario dell’Azienda sanitaria di Matera Pietro Quinto e il direttore amministrativo Maria Benedetto, che eseguono le indicazioni del governatore lucano.
Ieri il Gip ha disposto l’attenuazione della misura cautelare per entrambi per cui sono stati concessi i domiciliari.
Gli avvocati difensori di Quinto, Vincenzo Montagna e Vito Mormanno hanno fatto sapere che “si propongono di offrire agli inquirenti per le prossime settimane elementi che portino alla remissione in libertà e al riconoscimento dell’estraneità sui fatti contestati”.
Il legale di Benedetto, Riccardo Laviola, ha sottolineato “di prendere atto del provvedimento: comunque presenteremo istanza al Tribunale del Riesame per ottenere la revoca dell’ordinanza della custodia cautelare in carcere”.
Nei giorni scorsi accompagnati dai Carabinieri del Nas sono arrivati nella sede dell’Azienda sanitaria di Matera gli ispettori del ministero della Sanità per “accertare se, e in quale misura, in conseguenza delle vicende giudiziarie che stanno interessando alcune strutture sanitarie della Regione, siano stati commessi reati contro la Pubblica amministrazione e impedimenti nell’erogazione dei servizi sanitari ai cittadini”.

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