Amati (Pd) versus Lezzi (M5S) Ministro per il Sud

“È l’ora di svegliarsi, prima che i proclami di fame e miseria diventino fatti, così come fanno temere le parole del Ministro Lezzi. E a quel punto i barconi per trovare altrove fortuna rischiamo di doverli prendere noi.”
Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale bilancio Fabiano Amati (PD), con riferimento all’intervento del Ministro Barbara Lezzi (M5S) al “Laboratorio Sud. Idee per il Paese”, organizzato in Bari dalla CGIL Puglia.
“Sì, quelli della Lezzi sono proclami di fame e miseria – prosegue Amati – che fanno scopa con il proclama numero uno del loro vero capo politico Salvini: incentivare ad arte la questione immigrazione per uscire dall’Europa, quindi dall’euro. Cioè per affogare la Puglia e il Sud in particolare, che grazie all’Europa si tengono a galla.
Dobbiamo svegliarci tutti. Si possono mai sentire ad un convegno del 2018 perplessità sui programmi di promozione dell’automazione industriale, perché premierebbero le realtà produttive esistenti? Ma che ne pensano gli imprenditori grandi, medi o piccoli di queste parole espresse in odio al loro lavoro? Forse il ministro Lezzi non considera che il così detto mondo 4.0 è già presente in tanti paesi del mondo, in quasi tutti i settori (compresa l’agricoltura), e se non ci affrettiamo presto o tardi saremo noi ad emigrare per sudditanza industriale e quindi per miseria. È ora di svegliarsi dunque. Per combattere opinioni ‘ministeriali’ che insensatamente fanno coincidere lo snellimento della burocrazia come attentato alla salute e alla sicurezza; che contrastano TAP (trans adriatic pipeline) adducendo la bugia che il consumo di gas è diminuito, quando è vero proprio il contrario e che senza gas ed energia c’è solo incremento di povertà; che con una mano alludono al reddito di cittadinanza per dare dignità a chi l’ha persa e con l’altra mano tendono a chiudere o mortificare i luoghi di produzione e quindi di lavoro”.
“Insomma – conclude Amati – un vasto programma diretto alla povertà, con il capolavoro finale della flat tax che – a dire della Lezzi – servirebbe anche al Sud. In che termini questo possa essere realistico non si capisce: se la flat tax è a tutto concedere una scommessa sulla produttività del Paese, come si concilia il vasto programma di miseria industriale con un azzardo che per avverarsi dovrebbe portare un dato di crescita quasi pari a quello cinese? Forse approfondire un po’ di più prima di parlare porterebbe a registrare contegni più ‘ministeriali’. A meno che non sia tutto vero: e allora bisogna svegliarsi in tutta fretta”.

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