Regione Puglia, 15 milioni di euro in favore dei beni culturali ecclesiastici

“Su 12 regioni italiane (Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Sardegna, Toscana, Umbria e Puglia) che hanno aderito alla ricognizione sul trend dei finanziamenti per la valorizzazione dei beni ecclesiastici la Puglia è protagonista. Spicca per la percentuale dei beni valorizzati: il 37% con 320 interventi, e sul totale dei fondi stanziati: più della metà dei fondi sono pugliesi, il 57% per un valore di 144 milioni di euro a fronte di un impegno complessivo di 252 milioni”. Parole dell’assessore all’Industria turistica e culturale della Regione Puglia, Loredana Capone.
Il progetto “Chiese Aperte”, finanziato con 300 mila euro dalla Regione Puglia (Fondo Speciale per la cultura e il patrimonio culturale), è il frutto dell’accordo tra l’assessorato regionale all’Industria turistica e culturale e la Conferenza Episcopale di Puglia. Coinvolge 19 diocesi pugliesi e prevede l’apertura straordinaria dei luoghi di culto e di cultura, la promozione di eventi culturali rivolti sia ai cittadini che ai turisti, l’accompagnamento al racconto dei luoghi attraverso strumenti e materiali divulgativi innovativi, il miglioramento della qualità dell’offerta del servizio di guida turistica.
Una collaborazione istituzionale importante quella tra Regione Puglia e Conferenza Episcopale che tra pochi giorni potrà contare su un ulteriore strumento: il bando ecclesiastici.
Ecco: quindici milioni di euro per la riqualificazione, valorizzazione e fruizione di chiese, conventi, palazzi, opere di pittura, scultura, affreschi, stemmi, che la Regione metterà in campo grazie a una modifica del POR FESR 2014/2020 facendo inserire tra i beneficiari dei fondi anche gli Enti ecclesiastici proprietari o con disponibilità di beni culturali.
“Il patrimonio ecclesiastico – ha sottolineato Loredana Capone – per quanto appartenga ad un ente privato, è a tutti gli effetti un patrimonio pubblico. La Regione e lo Stato non possono sottrarsi dal collaborare. Per questa ragione abbiamo immaginato formule di cooperazione coerenti con l’uso de fondi europei ma che servano anche a soddisfare i fabbisogni di tutti coloro che riconoscono questo immenso patrimonio come bene comune.
Oggi la sfida è nella collaborazione tra pubblico e privati, nel coinvolgimento di tutti i protagonisti dell’Industria culturale e creativa, che devono sentirsi stimolati a farsi carico della gestione, anche sotto il profilo economico. Per questo con il bando ecclesiastici finanzieremo lavori edili, attrezzature e allestimento finalizzati a rendere più accoglienti i luoghi, ma anche laboratori di restauro, di condivisioni, di animazione, per rendere questi meravigliosi spazi capaci di camminare con le proprie gambe e, al contempo, garantire un’offerta culturale di maggiore qualità “.

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