Ilva, il sindaco di Taranto chiede speranza al Ministro Di Maio

Il primo cittadino di Taranto, Rinaldo Melucci, in merito al presente e futuro dello stabilimento dell’Ilva ha inviato una lettera a Luigi Di Maio in qualità di Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico. Tra l’altro scrive:
“Sento il bisogno di segnalarle alcune questioni che forse non troverà in cima all’agenda dei tecnici, ma che i cittadini di Taranto avvertono come dirimenti: intorno ad Ilva il più drammatico errore che si può compiere è quello di non lavorare sulle carte, sulle copiose analisi degli organismi deputati al controllo sanitario e ambientale, al riparo dalle speculazioni politiche e lontani dalle ideologie che forse ciascuni porta dietro, anche inconsciamente. Non si faccia condizionare da certe voci radicali, minoritarie e disfattiste, venga a portare la speranza, venga a portare alle istituzioni del territorio autorevoli e inconfutabili linee guida sul futuro di Ilva.
Veda con i suoi occhi quanto è grande lo stabilimento, quanto prossimo al quartiere Tamburi, quante attivita portuali e collaterali dipendono da quell’opificio, quanta ricchezza una Ilva resa finalmente sostenibile e in linea con i migliori standard tecnologici e normativi europei può ancora produrre, in un areale socio-economico che travalica di molto il territorio comunale di Taranto”.
“Purtroppo, – rileva ancora il sindaco del capoluogo ionico – tutte le considerazioni si infrangono contro lo scoglio pratico del tempo a nostra disposizione. Come avrà di certo verificato, le risorse per tenere avviati in sicurezza gli impianti, pagare gli stipendi e i fornitori, o persino quelle accantonate solo per spegnere gli altoforni all’improvviso, sono in rapida via di esaurimento.
Dunque, prima ancora di discutere di rilancio, riconversione oppure chiusura definitiva, lei ha l’esigenza di iniziare questa corsa contro il tempo. Rispetto al tema della chiusura, non sta a me rammentare la quantità di miliardi necessari per una impeccabile pluridecennale bonifica, tesa a evitare lo scenario di una seconda Bagnoli, se possibile su scala maggiore. Nè possiede il Civico Ente gli strumenti per valutare le implicazioni e le difficoltà di una riconversione, caso per cui lei dovrebbe indicarci quale assetto produttivo di destinazione, in grado di assorbire dignitosamente più di 22 mila addetti, tra diretti e indiretti, addetti di età media 40 anni, quindi nel contempo destinati in una simile ipotesi a una non agevole riqualificazione professionale, né a un rapido pensionamento”.
“Signor ministro, io sono prima di tutto un papà tarantino, che di fronte alle coperture economiche, il sostegno pieno del Governo e un progetto affidabile non avrebbe alcuna remora verso le più disparate soluzioni. Il lavoro svolto dal suo precedessore e degno della più alta e imparziale considerazione, rappresenta un ottimo punto di ripartenza, specie se si vuole tenere come bussola lo scarso tempo ancora a disposizione. Riconvochi presto tutti gli attori di buona volontà e che hanno titolo – conclude il sindaco Melucci – facciamo svoltare insieme Taranto, sarà un test per la modernita dell’intero Paese”.

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