Il governo Di Maio-Salvini annuncia la chiusura dell’Ilva di Taranto

“Nel contratto c’è scritto chiaramente che si lavorerà per la chiusura dell’ilva, per l’introduzione di un modello di gestione dei rifiuti che cancellerà lo Sblocca Italia, che finanzieremo una rete di colonnine elettriche per le ricariche delle auto, che nelle nostre intenzioni darà impulso a un mercato che dovrà soppiantare il gasolio, e che ci sarà una premialità fiscale per le produzioni meno impattanti”.
E’ quanto si legge sul Blog delle Stelle in un post firmato M5S dal titolo ‘L’era delle grandi opere inutili è finita’. Inoltre: “Semplificheremo le modalità e i tempi delle bonifiche, preserveremo il territorio mirando allo stop per il consumo di suolo, combatteremo il dissesto idrogeologico prevenendo e prendendoci cura delle nostre coste e delle nostre città”.
La questione dell’Ilva di Taranto è uno dei pochissimi riferimenti al Sud Italia presente nel contratto firmato da Di Maio e Salvini, riconducibile alla volontà di “concretizzare i criteri di salvaguaria ambientale, secondo i migliori standard mondiali a tutela della salute dei cittadini del comprensorio di Taranto, proteggendo i livelli occupazionali e promuovendo lo sviluppo industriale del Sud, attraverso un programma di riconversione economica basato sulla progressiva chiusura delle fonti inquinanti”.
Un accordo, quello M5S-Lega, apprezzato dal presidente della Regione Puglia Michele Emiliano che sostiene: “Ho letto il programma e l’avrei sottoscritto dalla prima all’ultima clausola. Nella sostanza e nella forma è compatibile con il programma della Puglia e compatibile con istanze di progresso”.
Sulla ipotesi di chiudere lo stabilimento tarantino intervengono i sindacati.
“La precisazione del M5S sul contratto di governo chiarisce definitivamente la loro volontà di non proseguire l’opera di ambientalizzazione, ma di chiudere la fabbrica e lasciare a casa 20 mila lavoratori senza alcuna garanzia. Le elezioni si sono svolte ed è giusto che chi governa si prenda le responsabilità delle sue scelte”, dice Marco Bentivogli segretario generale Fim Cisl.
“La chiusura è dannosa per l’ambiente, è appena all’inizio la copertura dei parchi e rischia di essere una Bagnoli 2. Sia chiaro, non cederemo mai alle intimidazioni dello squadrismo che in queste ore a Taranto impedisce la piena agibilità democratica. E sia altrettanto chiaro, non staremo con le mani in mano, se si vuole lasciare i lavoratori a casa e la città vittima di una scelta ambientale dannosa, non staremo fermi e daremo vita alla mobilitazione totale”.
“Per questo – conclude Bentivogli – serve proseguire immediatamente la trattativa, trovare un accordo che ambientalizzi – come tutti a Taranto in particolare, attendono – difenda tutti i lavoratori, metta in sicurezza l’impianto e lo rilanci”.

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