Gas e petrolio,Consiglio di Stato boccia ricorso di Puglia e Abruzzo

Il Consiglio di Stato ha bocciato in appello le richieste della Regione Puglia e Regione Abruzzo contro il decreto VIA(valutazione impatto ambientale) relativo a due permessi di prospezione nel mare Adriatico di gas e petrolio rilasciati alla società inglese Spectrum Geo Ltd.
La zona interessata è di oltre 30mila kmq, da Rimini a Santa Maria di Leuca. In particolare i ricorsi erano contro il Ministero dell’Ambiente e la società Spectrum Geo.
Le due Regioni chiedevano l’annullamento del parere di compatibilità ambientale rilasciato dal ministero dell’Ambiente il 26 settembre 2017 che aveva autorizzato le prospezioni.
Nel 2016 era stato respinto dal Tar Lazio il ricorso della Puglia che aveva deciso poi di ricorrere in appello. A questa decisione si era agganciata la Regione Abruzzo.
Il Consiglio di Stato nella sentenza spiega che “l’istruttoria svolta dai Ministeri appellati appare nel complesso completa, articolata e rispettosa dell’iter normativo nella sua interezza, così come dagli atti impugnati emerge che la Commissione tecnica abbia sempre motivato in maniera sufficiente ed idonea in relazione alle criticità rappresentate nelle osservazioni rese dai soggetti interessati”.
Anche l’obiezione sul mancato coinvolgimento nell’iter decisionale, lamentato dalle due Regioni, è stata considerata non fondata.
I permessi oggetto della battaglia legale risalgono al 26 gennaio 2011 e sono relativi a due ampie aree: una che va da Rimini a Termoli (13.700 kmq) e un’altra da Rodi Garganico a Santa Cesarea Terme (16.210 kmq). Quest’area doveva essere più vasta, ma con il limite della 12 miglia dalla costa posto nel 2016 si è leggermente ridotta.
Va ricordato che la Legge n. 625 del 1996 prevede che le aree per il permesso di ricerca devono essere al massimo di 750 kmq. Ma il Tar in questo caso aveva ritenuto di considerare questo limite non applicabile perché le istanze della società erano non di ricerca ma di prospezione, quindi secondo il giudice amministrativo meno invasive e inquinanti.
Quindi dopo il pronunciamento del Consiglio di Stato tocca al Ministero dello Sviluppo economico adottare i due permessi di ricerca, dopo una relazione tecnica aggiuntiva,in territorio pugliese e abruzzuse.

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