Corte dei Conti, la delibera sul bilancio 2015 del Comune di Gravina(Ba)

“Costituiscono violazione di norme finalizzate a garantire la regolarità della gestione ed irregolarità suscettibili di pregiudicare,anche in prospettiva,gli equilibri economico-finanziari del Comune il reiterato ricorso all’anticipazione di tesoreria,la scarsa efficienza del recupero evasione Tares/Tari,la presenza di debiti fuori bilancio,la violazione dei parametri di deficitarietà strutturale n.4 e n.8”.
Parole scritte dalla Corte dei Conti,sezione Puglia(presidente Agostino Chiappiniello,magistrato istruttore Carmelina Adesso) in merito al bilancio anno 2015 del Comune di Gravina provincia di Bari.
Dopo aver esaminato la relazione del Collegio dei revisori,i magistrati chiedono al sindaco–Alesio Valente del Pd, eletto nel 2012 e riconfermato a giugno 2017,non più primo cittadino dal 14 gennaio 2018 poiché il Tar azzera le elezioni per presunte irregolarità nella lista Gravina On a sostegno del Valente—ulteriori informazioni.
La Corte dopo aver controllato i documenti pervenuti rileva che “ non risultano superate le seguenti criticità: presenza debiti fuori bilancio,difficoltà di cassa,criticità nella lotta all’evasione e nella riscossione delle entrate”. Quindi i giudici chiedono ai vertici comunali l’invio di memorie illustrative sulle spinosità riscontrate. Incarti spediti il giorno 11 gennaio 2018.
La prima settimana di febbraio scorso nella sede della Corte dei Conti pugliese si celebra l’adunanza di discussione. Vi partecipano il Commissario prefettizio del Comune Rossana Riflesso,il segretario generale Antonella Tampoia,il dirigente area finanziaria Vito Spano,il revisore Luigi Zingarelli.
I magistrati evidenziano alcune complicanze di cassa accompagnate alla mancata restituzione dell’anticipo di tesoreria per 68.759,96 euro. Gli esponenti del Comune dichiarano che “l’importo non restituito corrisponde all’anticipazione richiesta il 31.12.2015, e che non sono stati pagati interessi perché il contratto con la Banca Popolare di Puglia e Basilicata non li prevede”.
La situazione contabile al 31.12.2015—annota la Corte—presenta una differenza negativa di parte corrente notevole(-3.484.837,41 euro),dovuta in gran parte alla competenza,e un fondo cassa a fine esercizio di 298.089,98 euro totalmente vincolato.
Nelle controdeduzioni dei rappresentanti comunali si precisa che la sopradetta circostanza è da addebitarsi al pagamento dei debiti finanziati dai fondi europei,pur non avendo incassato i soldi,allo scopo di non perdere i finanziamenti.
Dalle carte visionate emerge che il saldo di cassa al 31.12.2017 è pari a 2.729.760,74 euro,di cui vincolati 1.254.960,87 : “la criticità in esame—si legge nel dispositivo dei giudici—viene superata negli esercizi successivi a quello del 2015 oggetto di disamina. Permane il costante ricorso all’anticipazione di cassa come confermato dal responsabile comunale del servizio finanziario. Anticipazione che anche se interamente restituita a fine esercizio,incide inevitabilmente sulla causa concreta dell’istituto mutandone la natura del mezzo di copertura dello sfasamento temporale tra flussi di spesa e di entrata—attraverso un apporto di finanziamento abreve termine tra ente pubblico e tesoriere– a fonte di copertura alternativa della spesa in violazione dell’art.119 Costituzione(sentenza Corte costituzionale n.188/2014)”.
Per quanto riguarda i ricavi provenienti dalle entrate e lotta all’evasione tributaria si registra “ una riscossione soddisfacente per il comparto delle sanzioni inerenti la violazione del codice della strada(circa 100%),abbastanza buona per recupero Ici/Imu(66,85% su accertato anno 2015,e 82% ante 2015 e riaccertati al 1.01.2015).Mentre è ancora bassa l’attività di recupero in relazione all’evasione di Tari/Tares(24% degli importi stimati nel 2015 e pari al 77,29% dei residui attivi ante 2015)”.
Il magistrato istruttore tenuto conto dell’impegno profuso dal Comune mette in luce che “i risultati non sono ancora soddisfacenti in materia di Tari/Tares”.
Durante il 2015 i vertici politici comunali(maggioranza centrosinistra) riconoscono debiti fuori bilancio nella misura di 776.229,24 euro,con superamento del parametro di deficitarietà strutturale n.8. Problema da imputare,secondo il Comune, al rilevante contenzioso che lo vede soccombente.
Il Collegio dei giudici prende atto di quanto riferito sulle misure correttive adottate dal Municipio gravinese,tuttavia “per l’anno 2015 non può che confermare le criticità”.
La delibera è stata inviata al Commissario prefettizio e all’Organo di revisione. Entro 60 giorni devono far pervenire alla Corte i provvedimenti adottati.

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