La direttiva europea che può eliminare banche e carte di credito

Un mondo senza carte di credito e bancomat. E pure senza contanti. Un mondo dove per prendere un caffè al bar basti utilizzare uno smartphone collegato a una delle tante app che permettono di scambiare – gratuitamente – denaro in mobilità.
Non è fantascienza, ma un futuro molto più vicino di quanto sembri. Che fa molta paura sopra tutto alle banche tradizionali.
Dopo la direttiva Sepa che ha di fatto aperto il mercato europeo dei pagamenti, entro il prossimo 13 gennaio i Paesi dell’Unione Europea dovranno recepire la PSD2 (Payment service directive 2).Che significa?
Trattasi di nuove regole che si prefiggono di aumentare la protezione dei consumatori quando pagano online, ma anche di promuovere lo sviluppo dei pagamenti in mobilità attraverso l’open banking (un sistema di comunicazioni bancarie aperte tra diversi soggetti).
Ultimamente l’ex commissario Ue, Jonathan Hill, ha sostenuto che la norma era un passo “verso il mercato unico digitale del quale beneficeranno i consumatori e il mondo degli affari aiutando l’economia a crescere”.
A pochi giorni dall’entrata in vigore della direttiva PSD 2, l’Italia a che punto è?
Da un lato le banche frenano sperando che l’impatto della normativa sia limitato, dall’altro le società che si occupano di finanza tencologica si posizionano per sfruttare al meglio le novità.
“Sono mesi che studiamo la normativa per capire come posizionarci al meglio” spiega il General manager per l’Italia di Ubiquity, azienda specializzata nei servizi di messaggistica mobile per le banche.Dice: “Possiamo essere il punto di raccordo tra le fintech e le banche”.
Gli istituti bancari sono preoccupati perché il valore dei nuovi servizi non sarà più nelle commissioni – destinate a calare -, ma nell’accesso alle informazioni sui conti correnti.Ecco : prima erano monopolio delle banche, da gennaio 2018 saranno dei clienti che potranno renderli accessibili a chiunque vogliano.
In questo modo, avendo accesso alle transazioni e alle abitudini dei clienti delle banche, le imprese di finanza tecnologica potranno creare servizi più competitivi e più economici accelerando la migrazione della clientela verso la nuova tecnologia.
“Dopo il taglio delle commissioni interbancarie, l’unica cosa davvero redditizia per le banche erano i dati dei clienti.
Ebbene oggi, anno 2018, con un click questo monopolio può cadere all’improvviso” confida Alberto Dalmasso, amministratore delegato e co-fondatore di Satispay .
In sostanza con un semplice click i clienti delle banche potranno decidere a quali informazioni del loro conto corrente potranno avere accesso le loro app.
Per esempio, i clienti di Satispay non dovranno più ricaricare il loro portafoglio perché la società vedrebbe in tempo reale la disponibilità finanziaria trasformando di fatto l’app di una carta di credito o un bancomat (con la differenza che le commissioni sono pari a zero fino a 10 euro e a 0,1 euro per gli importi superiori). L’abbonamento a Spotify potrebbe essere slegato dalla carta di credito così come il pagamento di una corsa con Uber o una pizza a domicilio. Una rivoluzione che potrebbero mettere all’angolo tutte le banche incapaci di adattarsi al cambiamento, ma anche i sistemi di pagamento tradizionali: facilitando la circolazione della moneta, commissioni e costi accessori si tradurranno nella perdita di clienti in favore delle più economiche e innovative aziende di finanza tecnologica.

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