Regione Puglia, il centrosinistra insabbia la Legge sull’editoria

La maggioranza politica,centrosinistra, del Consiglio regionale non ha approvato la normativa di sostegno al settore dell’editoria, della tv e della radiofonia locale.
Motivo?Mancanza del numero legale e dell’alto numero di assenze tra le fila della maggioranza.
Dunque tutto slitta a gennaio 2018 ,stante che l’attività legislativa è sospesa, a causa dell’avvio della sessione di Bilancio.
Il testo – fortemente voluto dall’Assostampa e dall’Ordine dei giornalisti – mira a sostenere la formazione, la stabilizzazione e l’assunzione di giornalisti e tecnici. Inoltre agevola l’acquisto del parco tecnologico e l’abbonamento alle agenzie di notizie.
Diciotto articoli in tutto. Mentre si votava l’articolo 4 della legge, il tabellone elettronico del voto ha registrato la presenza in Aula di soli 24 consiglieri, al di sotto del numero prescritto e seduta sciolta.
La norma in discussione elencava i soggetti esclusi dai benefici: pubblicazioni di partito, giornali con indici di affollamento pubblicitario troppo alto, siti web registrati da meno di due anni, eccetera.
L’Aula è andata in subbuglio quando si è trattato di escludere le imprese che avessero già incassato contributi superiori a 80 mila euro. Dalla Giunta regionale, per il tramite del consigliere Mimmo Santorsola (Noi a sinistra), è arrivato l’emendamento che aboliva il tetto. La motivazione: ci sono fondi a sufficienza, inutile fissare una soglia massima. La norma è passata e il tetto è saltato: a beneficio, va detto, delle aziende più grandi e attrezzate.
Alla votazione successiva non c’è stato numero legale,per le larghe assenze e probabili ripicche interne alla maggioranza.
Ignazio Zullo (Dit) nota che tra i consiglieri che sono in Aula ma non votano ci sono «il governatore Emiliano, il suo vice Nunziante e il presidente del consiglio Loizzo». «Una legge passata in commissione con i voti del centrodestra – aggiunge – viene sconvolta per i mal di pancia e qualche interesse inconfessabile». «Non sappiamo – dice Erio Congedo, Fdi – se è sciatteria o la dimostrazione di spaccature politiche». Nino Marmo (FI) si indigna: «La maggioranza fornisca una spiegazione ai giornalisti e agli editori pugliesi». «Dopo un lungo lavoro di ascolto e condivisione – si lamenta Domenico Damascelli, FI -il testo viene sovvertito in Aula». Per il fittiano Francesco Ventola «si è persa un’occasione di dare respiro ad un comparto in affanno».
Dalla maggioranza Napoleone Cera dell’UDC dice: «Siamo preoccupati perché c’è un indiscutibile problema nella maggioranza che non riesce a garantire il numero legale a un provvedimento che è stato comunque condiviso in commissione».
Se ne riparla,forse, a gennaio prossimo.

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