Guida Michelin, non bene per la ristorazione pugliese

La Guida Michelin,in uscita a breve quella dell’anno 2018, assegna alla Puglia solo otto riconoscimenti. Dunque la ristorazione pugliese conferma un livello medio-basso: nessun tre stelle (il punteggio massimo), nessun due stelle, mentre quelli a cui è stata riconosciuta una stella restano otto, cioè i medesimi dell’anno 2017 scorso anno.
In termini assoluti la Puglia è al dodicesimo posto tra le regioni italiane. Un centro classifica senza che risulta assai lontano dal gruppo classificato ai vertici : Lombardia, Toscana, Lazio, Campania.
Le stelle Michelin vengono aggiudicate allo chef e non la ristorante; in caso di spostamento dello chef seguono l’uomo e non il locale.
Comunque, ecco i locali e i cuochi d’eccellenza disseminati sul territorio d’Apulia: Umami di Andria (chef Felice Sgarra), Bacco di Barletta (Franco Ricatti e Angela Campana), Pashà di Conversano (Maria Cicorella), Angelo Sabatelli di Putignano , Già Sotto l’Arco di Carovigno (Teresa Buongiorno), Al Fornello – da Ricci di Ceglie Messapica (Antonella Ricci), Cielo di Ostuni (Andrea Cannalire) e Quintessenza di Trani (Stefano Di Gennaro).
A queste eccellenze gastronomiche vanno aggiunte le 14,dicIamo così,mezze stelle ossia i ristoranti che hanno ottenuto in Puglia il riconoscimento «Bib Gourmand»: attestato di stima, che indica un’attenzione della Guida francese nei loro confronti.
La lista dei beneficiari è la seguente : Osteria del Borgo Antico di Gioia del Colle, U.P.E.P.I.D.D.E. di Ruvo di Puglia, Pantagruele di Brindisi, Cibus di Ceglie Messapica, Osteria Piazzetta Cattedrale di Ostuni, Il Turacciolo di Andria, Antichi Sapori di Andria, Osteria Lorusso di Bisceglie, La Tradizione di Minervino Murge, Medioevo di Monte Sant’Angelo, La Fossa del Grano di San Severo, Il Capriccio di Vieste, L’Acchiatura di Racale(Lecce) e La Barca di Marina di Pulsano(Taranto).

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