Corecom tra pasticcio politicante e mostro giuridico

Il Consiglio regionale ha approvato,a maggioranza, le nomine dei componenti del Comitato regionale per le comunicazioni(Co.re.com.). Ecco : Felice Blasi,presidente Corecom uscente, Lorena Saracino e Marigea Cirillo tutti e tre riconducibili al raggruppamento partitico di centrosinistra.Il medesimo Consiglio regionale invece di ridurre a tre i membri di Corecom, sempre a maggioranza più il centrodestra ha deliberato una modifica di Legge regionale che riporta a cinque le postazioni del Comitato.
Sulla vicenda il consigliere regionale Mino Borraccino(gruppo Sinistra Italiana), Presidente della II Commissione Affari Generali e Personale esprime forti dubbi giuridici,rimettendo il suo mandato di presidente della II Commissione.
Qui la nota:
“Quanto accaduto in Consiglio regionale rappresenta un vulnus gravissimo alla dignità dell’istituzione che rappresentiamo e all’esercizio stesso della democrazia all’interno della massima assise regionale. Il Presidente Mario Loizzo, violando ogni più basilare principio di equilibrio che dovrebbe ispirare l’esercizio della sua funzione, ha, con il suo comportamento oltraggioso e dimostrando un disprezzo assoluto delle dinamiche democratiche, di fatto impedito che potesse svolgersi serenamente la discussione in Aulla sulla proposta di legge relativa alle modifiche della composizione del Co.re.com.. Una proposta di legge che – come noto – ho sempre contestato nel merito, considerandola solo un pasticcio finalizzato a ratificare un accordo trasversale tra centrodestra e Partito Democratico. Un ‘mostro giuridico’ pieno di vizi e di irregolarità, nato dalla incomprensibile ostinazione a non voler applicare la chiarissima disposizione contenuta nella legge n. 14 del 2012 che prevedeva l’impossibilità per coloro che avessero già ricoperto l’incarico di componente del Co.re.com. di essere rieletto per la stessa funzione. Da lì è cominciata questa vicenda surreale culminata con la scelta della Presidenza del Consiglio Regionale di assegnare, per l’istruttoria, la proposta di legge alla VII Commissione consiliare e non alla II Commissione, come avvenuto nel 2000 con la Legge n. 3 che ha istituito il Co.re.com, e nel 2012 con la legge n. 14 che ne ha modificato la composizione.
Del tutto irritualmente, però, e in palese violazione dei suddetti precedenti, questa volta la proposta di legge è stata sottratta alla valutazione della Commissione da me presieduta, determinando evidentemente un vizio nel procedimento legislativo. E così dinnanzi alle mie legittime richieste di chiarimento al Segretario Generale in ordine alla legittimità e alla correttezza del percorso adottato, il Presidente Loizzo non ha consentito che venissero fornite le doverose risposte, troncando la discussione e passando inopinatamente alla votazione dell’articolato. A quel punto non ho potuto far altro che protestare in maniera vibrante rispetto a tale atteggiamento e abbandonare i lavori del Consiglio, non potendomi più prestare a quella che evidentemente stava diventando solo una sceneggiata. Non sono più disponibile a tollerare un comportamento arrogante di questo genere.Prendo atto che così vengono meno i presupposti stessi per l’appartenenza ad una maggioranza che ha consentito uno sfregio così palese all’esercizio della funzione democratica in Consiglio. Per queste ragioni ho deciso di rimettere il mio mandato di Presidente della II Commissione Consiliare, riservandomi ogni ulteriore valutazione politica su quanto accaduto oggi a seguito di un confronto con la comunità politica di Sinistra Italiana alla quale appartengo. Di sicuro si è segnato un punto di non ritorno”.

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