Taranto, 144 indagati per falsi incidenti stradali

La Squadra della Polizia Stradale di Taranto, diretta dal vice questore aggiunto Nicola Manzari, nell’ambito di specifica attività investigativa coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica Lanfranco Marazia, ha deferito a vario titolo 144 persone per i reati di associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni di 18 compagnie assicurative : Sara Assicurazioni, la Donau, Allianz, National Suisse, Axa Assicurazioni, Unipol-Sai, Novit, Aviva, Cattolica, Fata, Helvetia, Assimoco, Generali, Groupama, Cattolica, LLOYD Adriatico, Intesa San Paolo, Toro Assicurazioni, Alleanza Toro).
Inoltre per truffa, fraudolento danneggiamento di beni assicurati e falsa testimonianza.

L’inchiesta, denominata Creta, in riferimento al luogo –Grottaglie in provincia di Taranto– dove operava l’associazione a delinquere e dove venivano denunciati il maggior numero di sinistri stradali falsi, nasce con la querela presentata dalla compagnia assicurativa Sara.
Al centro della denuncia 6 sinistri stradali, con protagonista sempre la stessa automobile nell’arco temporale di soli 60 giorni e nei quali il dispostivo Movi Truk, installato dalla compagnia sulla vettura, segnalava delle discrasie riguardanti eventi di scontro e relative posizioni satellitari, rispetto a quanto denunciato dagli assicurati.

Analizzando i documenti prodotti dalla compagnia assicurativa, unitamente ai dati estrapolati dalle banche dati in uso alla Polizia di Stato, gli investigatori hanno potuto scoprire il raggiro : 61 incidenti stradali che presentavano chiare analogie, ma soprattutto criticità tali da far ipotizzare un’unica gestione dell’azione criminosa.
In particolare, quasi tutti gli incidenti stradali venivano denunciati come accaduti a Grottaglie o nei paesi limitrofi.
Nella maggior parte dei casi i sinistri venivano denunciati come avvenuti con tre veicoli e con dinamiche similari.
Ecco: un iniziale tamponamento tra due veicoli che culminava con una successiva collisione tra il veicolo tamponato ed un terzo veicolo, il tutto finalizzato ad ottenere un duplice indennizzo.

Riguardo gli episodi infortunistici non si registrava mai la richiesta d’ intervento da parte delle Forze dell’Ordine e venivano denunciati esclusivamente danni materiali, finalizzati ad ottenere, dove possibile, un rapido risarcimento con la procedura prevista in regime d’indennizzo diretto.

Le autovetture risultavano strumentalmente acquistate dai componenti del sodalizio criminoso al fine di denunciare, in un breve lasso temporale, una serie di falsi incidenti stradali, senza mai procedere alla registrazione presso gli Uffici PRA e MCTC, dei relativi atti di vendita, al fine di occultare la reale riconducibilità formale del veicolo, nel tentativo di dissimulare l’effettiva responsabilità nel concorso dei falsi sinistri stradali e, quindi, sterilizzare i controlli da parte degli uffici antifrode delle relative compagnie di assicurazione.

L’indagine si è avvalsa in un primo momento delle basilari tecniche investigative e comparative e successivamente di intercettazioni telefoniche durate oltre quattro mesi.
Operazioni che hanno consentito di rilevare elemeti di reato nei confronti dell’organizzazione criminale che vedeva tra i promotori della medesima proprio un legale ,il quale metteva a disposizione del gruppo le proprie competenze tecniche giuridiche.
L’attività investigativa ha messo in luce reati a carico di altri tre legali ,di cui uno patrocinante una compagnia di assicurazioni.

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