Verso l’estinzione di banche e sportelli finanziari

La profezia di un professionista delle Banche.Un ex dirigente della multinazionale Barclays.Che sostiene: “Per il settore bancario arriverà il Kodak moment e anche chi domina diventerà obsoleto”.
Tra cinque o massimo quindici anni le banche scomparirano dal pianeta terracqueo. Previsione dai toni apocalittici, in realtà ventilata sottovoce da molti addetti ai lavori, proviene da Antony Jenkins già dirigente della Barclays.
Ma cosa potrebbe provocare una catastrofe di portata tale da accomunare il destino delle banche a quello dei dinosauri? La più che concreta estinzione bancaria riguarderà innanzi tutto le banche tradizionali.
La rivoluzione tecnologica, come sanno bene i proprietari di agenzie di viaggio o videonoleggio, non guarda in faccia a nessuno.
I barbari (ovvero le start up del fintech) premono sui confini dell’impero e l’attuale organizzazione del settore bancario sta già mostrando i primi segni di cedimento. Secondo alcuni dati prospettici, nei prossimi 4 anni gli sportelli verranno tagliati del 10%.
Un risparmio che potrebbe non bastare. Jenkins rileva: “Attualmente il settore sta vivendo un “Uber moment” in cui l’industria viene trasformata da tecnologie come smartphone e carte contactless”. Ma l’approdo più temuto è quello che lo stesso Jenkins, ai microfoni di Bloomberg TV, ha definito “Kodak moment”: un nome che fa tremare i polsi ai manager, poiché evoca un’azienda spazzata via dalle nuove tecnologie, nonostante abbia fatto la storia dell’industria mondiale.
“Il Kodak moment è completamente diverso – spiega Jenkins– è la fase in cui i clienti realizzano che esiste un modo completamente differente e migliore per fare le cose che vogliono, rendendo i dominanti obsoleti”.
E questo momento sopraggiungerà nei prossimi 5 anni o al massimo entro 15 .
Il colpo di grazia alle banche sarà di dimensioni molto piccole, non più grandi di uno smartphone da cui eseguire bonifici, fare investimenti, controllare il proprio capitale e stipulare polizze. Come accaduto per i dinosauri, il “meteorite tecnologico” potrebbe segnare la fine di un settore che sta cercando, non senza difficoltà, di venire incontro a clienti sempre più autonomi e abituati ad avere servizi rapidi, efficienti e poco costosi.
In pratica, i servizi offerti dalle banche online oppure, in casi ancora più estremi, dalle banche che operano solo su smartphone.
È il caso della start up tedesca N26, che ha già oltre 300mila clienti ed è appena sbarcata in Italia dopo un periodo di sperimentazione. Come se non bastasse, le banche tradizionali dovranno guardarsi da un altro pericolo: l’assalto di Google, Amazon e Facebook, con quest’ultimo che ha già ottenuto una licenza in Irlanda per fornire servizi finanziari.
Ovviamente le grandi banche stanno cercando di rinnovare i propri modelli di business non solo per resistere, ma per cavalcare l’onda dell’innovazione, abbassare i costi e avvicinare i clienti nativi digitali.
Dietro Fineco, Widiba e CheBanca!, infatti, ci sono colossi come Unicredit, Monte dei Paschi di Siena e Mediobanca. Altri stanno facendo accordi per sfruttare i pagamenti via smartphone, a cominciare da Apple Pay. Basteranno questi sforzi a non far avverare la predizione di Jenkins?

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