Trasparenza,FOIA ignorato da molti enti pubblici

Claudio Cesarano presidente dell’ong Diritto di Sapere dice : “Viene reso impossibile il controllo civico su come è gestito un servizio pagato dai cittadini”.
Dunque non poche pubbliche amministrazioni ignorano una Legge dello Stato. E’ questo il primo dato che risulta dal monitoraggio condotto da “Diritto di Sapere” sul Freedom of information act (Foia): Legge sulla trasparenza entrata in vigore quattro mesi fa per consentire a qualsiasi cittadino di richiedere l’accesso ai documenti detenuti da comune, regione, ministero o qualsiasi altro ente pubblico.
Delle 800 domande inviate da 56 volontari che hanno partecipato al progetto, ben sette su dieci non hanno ottenuto alcuna risposta entro i 30 giorni previsti dalla norma. E quando le risposte sono arrivate, ma con un rifiuto, in un caso su tre tale rifiuto era illegittimo. C’è anche un aspetto positivo che viene sottolineato nel report: quando gli uffici pubblici hanno rispettato la nuova Legge, ai richiedenti sono state messe a disposizione informazioni utili.
Come nel caso della documentazione relativa al concorso per una cattedra all’università del Molise, che ha consentito alla giornalista del Fatto Quotidiano Elena Ciccarello di scoprire come il deputato del Pd Francesco Boccia avesse incluso nel suo curriculum una pubblicazione plagiata. In generale, tra le richieste che hanno ricevuto risposta, questa è risultata soddisfacente nel 63% dei casi.
“Ignoranza di Stato”.E’ questo il titolo che “Diritto di sapere” ha scelto per il rapporto, visto che nel 73% dei casi le amministrazioni pubbliche hanno ignorato l’introduzione del Foia, non degnandosi nemmeno di rispondere.
Particolarmente reticenti sono risultati gli ospedali (90% di richieste ignorate), le Asl (70%) e i ministeri (60%). “Un atteggiamento grave – sottolinea l’ong – soprattutto perché il Foia ha reso il silenzio amministrativo illegittimo”.
Molte delle scuse accampate per negare le informazioni non tengono conto della Legge, che prevede solo alcune eccezioni (come i casi di segreto di Stato o di violazione della privacy) al diritto dei cittadini di avere a disposizione qualsiasi documento senza dovere motivare la richiesta.
“Quella testata negli ultimi mesi – si legge nel report – è certamente una Legge migliorabile e non deve spaventare il pensiero di dover mettere mano a una norma relativamente recente”.
Diritto di sapere ong chiede per esempio di introdurre un sistema di sanzioni per gli enti che non rispettano il Foia, mentre il Governo dovrebbe richiamare tutti i funzionari pubblici al rispetto degli obblighi di Legge e assicurare loro una formazione adeguata. Non mancano i suggerimenti nemmeno all’Anac di Raffaele Cantone, invitata a revisionare le sue linee guida sul Foia in modo da fornire alle pubbliche amministrazioni istruzioni più chiare sull’applicazione delle eccezioni.

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