Assegni di cura, garantiti 2.500 malati pugliesi su seimila

L’assessore al Welfare della Regione Puglia, Salvatore Negro, ha relazionato nella Terza commissione consiliare in merito alle modalità di erogazione dell’assegno di cura. È emerso che la platea di potenziali beneficiari è di circa 6.000 persone, ma al momento il governo regionale, a cui sono stati ridotti i fondi erogati dal Ministero, potrà garantire l’assegno solo ai 2.500 beneficiari storici, a cui verrà ridotto da 1.100 a 1.000 euro per cercare di aumentare il numero degli aventi diritto.
Il nuovo decreto sulla non autosufficienze mette a disposizione un finanziamento di 30 milioni, di cui 12 milioni a carico della Regione. L’orientamento è quello di prevedere una riduzione dell’assegno di cura da 1100 euro (che consente di coprire 2500 unità) per allargare la platea degli aventi diritto, ma allo stato attuale per coprire tutte le esigenze degli aventi diritto occorrerebbero 72 milioni di euro.
Quanto al nuovo bando, Negro ha specificato che quello dello scorso anno è stato bloccato fino a poche settimane fa dalle sentenze del Tar e del Consiglio di Stato, donde il rinvio dei tempi sul nuovo. Nel frattempo la spesa a favore dei disabili gravi è passata dai 7-8 milioni di euro l’anno a 25; da 2 a 10 milioni l’anno per l’assistenza specialistica per i disabili; 4 milioni nel 2017 a fronte del 2,5 del 2015 per i Progetti di vita indipendenti per i disabili gravi. A tutto questo si aggiungono i servizi di cura domiciliari e le altre prestazioni specialistiche in favore di disabili e anziani per 35 milioni di euro a partire dal 2015.
«In questi ultimi anni purtroppo abbiamo assistito alla riduzione graduale dei fondi destinati alle politiche sociali, ciò però non toglie che razionalizzando le risorse e con impegno – sostiene il consigliere Mino Borraccino (Sinistra italiana) – si possano continuare a garantire i servizi ai non autosufficienti gravissimi. È un onere a cui la Regione Puglia non può sottrarsi. Centinaia di famiglie attendono da settembre scorso di poter presentare domanda. È certamente importante razionare le risorse, ma occorre garantire la corresponsione del beneficio economico tutto l’anno con continuità a chi è in possesso dei requisiti previsti dal decreto ministeriale del 2016″.

«Il nuovo regime entrato in vigore nella nostra regione pare non aver affatto tenuto da conto le proposte avanzate dalle associazioni. Fermo restando l’imprescindibile continuità nell’erogazione dell’assegno di cura – dice il consigliere Nino Marmo (Forza Italia) – le richieste principali avanzate alla Regione sono: l’aumento della quota di compartecipazione regionale per il 60%, consentire la corresponsione del beneficio economico a chi è in possesso dei requisiti per l’arco temporale che va da gennaio a dicembre, non tener conto dell’Isee familiare e non fissare l’intervento economico al di sotto di mille euro. Vorrei ricordare alla Giunta pugliese le difficoltà e le spese (salatissime) di assistenza quotidiane sostenute dalle famiglie dei disabili gravi e malati di Sla. Non tener conto delle istanze presentate significa far mancare un sostegno essenziale per garantire cure adeguate ai pazienti».

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