Taranto,quegli 80 operai del Gruppo Marcegaglia dimenticati

Riuniti in assemblea, congiuntamente alle segreterie provinciali di Fim, Fiom e Uilm, gli ottanta ex lavoratori del Gruppo Marcegaglia fanno il punto sulla loro condizione sociale.
« Il Gruppo Marcegaglia — scrivono in una nota —, prima ancora di occuparsi dell’acquisizione dell’Ilva avrebbe dovuto risolvere il problema occupazionale dei suoi ex dipendenti, che licenziò nel lontano ottobre 2013. Pertanto mantenga gli impegni presi e si assuma le sue responsabilità. Facciamo in modo che a Taranto non si consumi un’ingiustizia di tali proporzioni”.
Il 4 luglio prossimo è previsto un incontro sindacale a Roma, presso il Ministero dello sviluppo economico, per discutere della vertenza che riguarda l’ex azienda proprietà della famiglia Marcegaglia.
Inoltre si fa appello al Governo, alla Regione Puglia, alle istituzioni locali, al nuovo sindaco della città jonica, affinché prendano posizione, ma soprattutto “… a tutela di questo territorio, già martoriato».
La città di Taranto, osservano lavoratori e organizzazioni sindacali, «non può essere solo un’opportunità per il Gruppo Marcegaglia, così come sta già facendo e così come vuole continuare a fare. Infatti, i suoi capannoni industriali di Taranto, pur essendo vuoti di personale, continuano a garantirle grandi profitti, avendoli tutti rivestiti di pannelli fotovoltaici che permettono di produrre e vendere energia elettrica. Marcegaglia non può chiudere un’’impresa, fregarsene dei suoi ex dipendenti e pensare di entrare in Ilva spa come se nulla fosse mai successo. Il Gruppo Marcegaglia comunque ha delle responsabilità sociali, ha complicato assai la vita di 80 famiglie e non può e non deve sottrarsi».

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