Bari, dissequestrato grano proveniente dal Canada

E’ stato dissequestrato il carico di circa 50mila tonnellate di grano canadese bloccato nei giorni scorsi nel porto di Bari perché sospettato di contaminazione.
Le analisi hanno dato esito negativo. Lo rende noto la compagine Italmopa, in rappresentanza dell’Industria molitoria italiana.Quest’ultima esprime soddisfazione per quanto emerso dalle analisi che «…hanno accertato la piena e totale conformità del frumento duro alle normative comunitarie in materia di presenza massima di contaminanti nei prodotti alimentari».
«Le analisi ufficiali – afferma Italmopa – hanno quindi clamorosamente ribaltato gli esiti delle prime analisi eseguite da un laboratorio che non risultava accreditato per questa tipologia di analisi, che avevano portato al sequestro del carico per un presunto superamento della presenza della micotossina ‘Don’ rispetto ai limiti vigenti».
I controlli ufficiali da parte degli organi di controllo preposti «sono doverosi, sia sul prodotto nazionale sia sul prodotto importato – prosegue la nota – ma essi devono essere effettuati, senza condizionamenti esterni, con scrupoloso rispetto della legislazione vigente in materia di campionamento e metodiche di analisi dei campioni prelevati e garantire pertanto risultati attendibili».
Il presidente di Italmopa, Cosimo De Sortis, afferma che «non sarà sfuggito a nessuno che i recenti sequestri di frumento duro importato, verificatisi nei mesi di febbraio 2016 e di giugno 2017, per il presunto mancato rispetto, successivamente confutato dalle analisi ufficiali, delle normative comunitarie in materia di presenza di contaminanti, sono concomitanti con i ‘blitz’ mediatici organizzati dalla Coldiretti presso il porto di Bari».
Per De Sortis «la sistematica demonizzazione delle importazioni, da parte sia della Coldiretti sia di altre ‘lobbies’, e lo sviluppo di un’irresponsabile politica di comunicazione volta ad infondere nei consumatori un sentimento di diffuso sospetto sul frumento di importazione, rispondono a esclusivi interessi sindacali e di categoria abilmente camuffati dietro un presunto interesse generale del tutto inesistente».

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