Pirateria internet,importante sentenza della Corte UE

Una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea richiama a maggiore responsabilità le multinazionali come Google,Facebook e Youtube. In particolare quando gli utenti caricano contenuti illegali. La Corte infatti ha dichiarato illegale The Pirate Bay.
Ma l’aspetto importante sono le argomentazioni sostenute dai Giudici, che stabiliscono nuovi principi gravanti sugli affari dei principali intermediari di internet, come Google.
La Corte stabilisce che quando gli utenti inseriscono video, musica sulle piattaforme online è come se facessero “comunicazione al pubblico”.Quindi nel caso di opere protette servirebbe l’autorizzazione del titolare.
The Pirate Bay – piattaforma torrent che consente agli utenti di condividere e di scaricare opere che si trovano sui propri computer – è responsabile perché i suoi amministratori svolgono un ruolo attivo in questa attività.
“Pur ammettendo che le opere sono state messe online dagli utenti, la Corte sottolinea che gli amministratori della piattaforma svolgono un ruolo imprescindibile nella loro messa a disposizione”, ad esempio attraverso “l’indicizzazione dei file torrent.
“Gli amministratori di The Pirate Bay non possono ignorare il fatto che tale piattaforma dà accesso ad opere pubblicate senza l’autorizzazione dei titolari di diritti”. Il motivo è che la gestione della piattaforma è realizzata “allo scopo di trarne profitto, dal momento che tale piattaforma genera, come risulta dalle osservazioni presentate alla Corte, considerevoli introiti pubblicitari”.
“La sentenza avrà un impatto notevole sul modo di operare di soggetti come Google, perché li richiamerà a una maggiore e più diretta responsabilità.Finora Google ha collaborato contro la pirateria eliminando i contenuti illegali dopo che gli venivano segnalati. Ma non è abbastanza. Non è un intervento abbastanza efficace”,dicono gli esperti del settore”.
Le regole internazionali che hanno permesso alle grandi società che operano nel web di prosperare sono quelle che li consideravano come intermediari neutrali nei confronti dei contenuti degli utenti (siano questi le pagine web linkate da Google, i video su Youtube o su Facebook eccetera).
“Ma questo principio è ormai superato dai fatti. Gli intermediari non sono più neutrali: organizzano i propri contenuti, in modo analogo a Pirate Bay.Adesso la riforma del copyright(diritto d’autorendr) in corso a livello di Unione europea dovrà tenere conto di questa sentenza. Il dibattito europeo sarà fortemente influenzato da questa decisione perché proprio in questi giorni il Parlamento europeo sta affrontando la riforma europea del copyright e il tema della responsabilità di piattaforme come YouTube”.
Tra l’altro la sentenza è non è una buona notizia per quelli come Google, perché dice che chi organizza il materiale pubblicato dagli utenti, con filtri o indicizzazione, è responsabile.Paradossalmente è invece una buona notizia per soggetti come cyberlocker, che abbondano di materiale pirata scaricabile dagli utenti, perché loro non indicizzano né organizzano. Sono archivi online come Zippishare o Rapidgator, che gli utenti usano come tramite per condividere musica o serie tv.

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