Gastrite atrofica autoimmune,malattia poco conosciuta

PAVIA. Più di una volta ho letto di descrizioni di anemici in letteratura visti come deboli,sofferenti e di umore cattivo , ho  appreso di come l’helicobacter pilorii rovini lo  stomaco e provochi carie .Quindi ho deciso di seguire un interessante  convegno dove sono state presentate ricerche  sulla gastropatia atrofica autoimmune(GAA). Iniziativa di altissimo livello scientifico  sul tema “La gastrite atrofica autoimmune. Una malattia sistemica” che si è svolta nell’Università degli Studi di Pavia.

Secondo il Professor Gino Roberto Corazza, titolare della Cattedra di gastroenterologia dell’Università di Pavia, le certezze scientifiche al momento  sono poche. Siamo probabilmente  davanti ad una malattia sotto diagnosticata e non rara come attualmente è classificata.

L’unico dato in comune con cui si presenta è la mancata sintesi della vitamina B12 e i suoi sciagurati effetti che possono portare alla paralisi del paziente  nonchè turbare la crescita e il percorso di vita di molti adolescenti. Pertanto il Prof. Corazza auspica uno sforzo maggiore per diagnosi sempre più precoci.

Il professor Bruno Annibale della Università  La Sapienza di Roma ha fatto una riflessione importante.

Ecco : dal 1948 sino a 15 anni fa la maggior parte dei medici  avrebbe classificato i malati di gastropatia atrofica autoimmune affetti da anemia perniciosa.A causa di ciò  ci sono pochi dati scientifici e occorre un grosso sforzo oggi per recuperare ed aumentare le conoscenze su questa malattia trascurata.

Il Professor Dino Vaira,Professore Straordinario di Medicina Interna al Policlinico Sant’Orsola di Bologna, ha lanciato l’allarme sull’Helycobacter Pylori che è l’agente che provoca nella GAA la lesione precancerosa.

A giudizio del Prof. Vaira  sradicare l’helicobacter  è  una questione di civiltà e per questo occorre battersi presso le case farmaceutiche per avere cure più semplici ed immediate : non è possibile scoraggiare il malato prescrivendogli 140 pillole da prendere in appena 10 giorni. Ha poi presentato il caso di una signora di 47 anni di Manfredonia(Foggia),per cui la diagnosi è stata fatta a Bologna ma quando ormai era troppo tardi.Invece una ragazza ventenne  è guarita perfettamente grazie alla tempestività della diagnosi.         Durante il simposio  sono emerse cinque importanti verità:

1)la lesione precancerosa spesso associata alla GAA non è provocata da quest’ultima ma dall’Helicobacter pilori trasmesso tra 1 e 3 anni al bambino dalla mamma quando assaggia le pappe del figlio. Occorre uno sforzo simile a quello che stanno facendo i cinesi che hanno fatto incetta di urea per breake test ed occorre uno sforzo dell’industria per ridurre il numero delle pillole,140 da deglutire in 10 giorni scoraggia molti;

2)non è provata l’ereditarietà e al momento la si esclude;

3)Non è la carenza di B12 a provocarla ma la innesca creando quel meccanismo prioni antiprioni simile all’ azione nel morbo di Creutzfeld-Jacob;

4)come in tutte le autoimmuni le donne sono le più colpite e la carenza di B12 minaccia gravemente la loro fecondità costringendole alla fecondazione assistita per poter diventare madri;

5)la ricerca Italiana nel settore è al livello dei giapponesi che detengono il primato per quasi tutte le autoimmuni.Non dimentichiamo che l’Ordine dei medici Giapponese ha come suo simbolo il busto di Hashimoto .

La Professoressa Emanuela Miceli ha presentato  una sua ricerca sulla correlazione tra le varie autoimmuni ,specialmente le tiroidee.Una ricerca che  continua considerando gemelli e parenti,valutando attentamente anticorpi,anemia,deficit di b12 e acido folico,portando la casistica  più completa in Italia,diffondendone la conoscenza e allertando l’uditorio sulla necessità di varare ambulatori specializzati sulla GAA.

Il professor Giuseppe Scalabrino, Professore Ordinario di Patologia Generale nella Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Milano, ha parlato delle sue  ricerche sulla vitamina B12 , nate da un’osmosi avvenuta in anni assai lontani ,dal megaloblasto  raro esempio di anomalia della differenziazione cellulare analoga per molti versi a quelle riscontrate nelle cellule neoplastiche, ma -a differenza di queste- “guaribile” con la somministrazione di una vitamina. “In seguito—ha detto il prof.Scalabrino—ho tenuto  un corso monografico richiestomi dagli studenti del mio corso di Patologia Generale della Facoltà di Medicina e Chirurgia, sulla patologia biochimica delle malattie eritrocitarie, e qui nacque  l’idea di un nuovo modello sperimentale, il ratto totalmente gastrectomizzato, per riprodurre il quadro neuropatologico tipico dell’anemia perniciosa. La realizzazione di quest’idea ha segnato irrevocabilmente la mia attività di ricercatore da vent’anni in qua. Come è quasi superfluo ricordare, per la realizzazione di ogni valido progetto occorre anche una compartecipazione della fortuna: la “serendipidità” si manifestò nel fatto che nel midollo spinale dei ratti totalmente gastrectomizzati l’attività dell’ornitina decarbossilasi (il primo enzima della via biosintetica delle poliamine) era aumentata. Questo primo ed imprevisto risultato rappresentò per me, oncologo sperimentale di formazione e in particolare “poliaminologo”, la prima pietra su cui fondare il proseguimento della ricerca sulla patologia da carenza di vitamina B12”.

Per concludere,sebbene sia possibile ricostruire la storia naturale della gastrite atrofica autoimmune,i pazienti afferiscono spesso a un vasto numero di specialisti di diversa estrazione. A dispetto di tutti questi motivi di interesse la GAA è una patologia a tutt’oggi,purtroppo, poco conosciuta.

Di conseguenza risulta importante e socialmente(e culturalmente) utile il convegno che ha avuto luogo nella sede dell’Università di Pavia.

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