Bari, protesta degli agricoltori contro il cereale straniero

La manifestazione della Coldiretti in vista dell’arrivo di una nave di 256 metri da Vancouver con 50mila tonnellate. “In Italia per colpa della speculazione i prezzi dei cereali risultano crollati e 100mila ettari coltivati in meno”.E’ quanto affermato dai manifestanti della Coldiretti durante il presidio nei pressi del porto di Bari,in attesa dello sbarco di una nave di 256 metri proveniente da Vancouver(Canada) e contenente 50 mila tonnellate di frumento.Quest’ultimo scaricato su territorio italiano alla vigilia della raccolta della produzione 2016-2017.
La campagna cerealicola rinnova dunque lo scontro tra le organizzazioni sindacali agricole e le associazione degli industriali mugnai e della pasta.
“Un oltraggio insopportabile”, secondo i cerealicoltori, più di mille,presenti nel capoluogo pugliese divenuto negli ultimi anni il vero granaio d’Italia.
Posizione contestata dall’Associazione industriali mugnai d’Italia e dall’Associazione delle industrie del dolce e della pasta italiane che giudicano la protesta un attacco ingiustificato.
“Le importazioni di grano sono indispensabili – spiega Italmopa – per ovviare al deficit soprattutto quantitativo del raccolto nazionale italiano rispetto al fabbisogno dell’industria”. “Non c’è alcun inganno nei confronti dei consumatori – rilancia Aidepi – perché le etichette sono conformi alle normative”.
Agricoltori, pastai e mugnai almeno su un punto– e cioè sul rischio che il consumatore sia disorientano e confuso sulla reale qualità della pasta– concordano e si dichiarano favorevoli alla Legge sull’etichettatura obbligatoria del grano usato per fare la pasta.
“Un modo– hanno detto il presidente e il direttore di Coldiretti Puglia, rispettivamente Gianni Cantele e Angelo Corsetti– per rispondere alle richieste di 8 italiani su 10 che la ritengono necessaria per smascherare l’inganno del prodotto straniero spacciato per italiano. Il tutto in una situazione in cui in Italia un pacco di penne e spaghetti su tre contiene prodotto straniero senza che si sappia, mentre un pacco di pasta su cinque è fatto con grano canadese”.
Grano, spiega la Coldiretti nazionale, “seccato con il glifosate per garantire artificialmente un livello proteico elevato”, che potrebbe essere maggiormente importato con l’approvazione dell’accordo CETA(accordo commerciale globale approvato ultimamente dal Parlamento dell’Unione europea).
“Affermare – secondo Coldiretti – che è necessario importare dall’estero è una evidente falsità di chi vuole sottopagare il grano italiano facendo chiudere le aziende, per poi far finta di lamentarsi che non se ne produce abbastanza”.
Il cereale giramondo – secondo le associazioni agricole – ha contribuito a far crollare del 48 per cento i prezzi del grano pugliese, colpito da una speculazione da 145 milioni di euro. Così con 5 chili di grano non è possibile neanche acquistare un caffè!

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