L’importanza di scrivere a mano al tempo del web

In Italia la scrittura in corsivo risale al Cinquecento e non pochi documenti sono tutt’ora archiviati scritti in questo modo, perdere l’uso della scrittura in corsivo potrebbe essere una cosa deleteria per l’uomo.
Molti studi dimostrano che scrivere a mano coinvolge aree del cervello più vaste di quante invece ne coinvolge la scrittura digitale; questo viene anche naturale da intuire perché scrivere a mano è complesso è un gesto che diventa istintivo solo dopo anni di insegnamento e allenamento, tutti ricordano le paginette che venivano scritte piene di A, B, C….
Era un modo per allenare il cervello a riconoscere le lettere e il corpo ad eseguirle correttamente, e attraverso la ricerca della precisione nel tratto vengono coinvolti i muscoli delle mani, braccia, collo e schiena.
Inoltre è anche dimostrato che chi scrive a mano impara a leggere più velocemente, riesce ad esprimere più idee e concetti di chi invece usa una tastiera e sicuramente aiuta l’apprendimento e la comprensione.
Pare che una bella grafia attivi le stesse aree del cervello che vengono stimolate durante la memorizzazione.
Anche uno uno studio condotto da due psicologi, Pam A. Mueller di Princeton e Daniel M. Oppenheimer dell’Università della California dimostrerebbe che prendere appunti a mano, anziché col laptop o il tablet, potrebbe aiutare a fissare meglio i concetti e le nozioni.
Scrivere a mano è un’arte e rappresenta uno dei più immediati mezzi di espressione comunicativa, è pratico e non necessita di strumenti particolari, basta carta e penna o addirittura un gessetto e una lavagna ma anche un legnetto e della sabbia. La scrittura in stampatello o peggio ancora la scrittura attraverso una tastiera non è adatta per la mano e non facilita il gesto grafico, perché il gesto grafico viene continuamente interrotto e non favorisce né maggiore chiarezza né maggiore fluidità, continuità di tratto, rapidità ed efficacia nella scrittura.
Il corsivo (dal latino “currere”, che corre o scorre) è semplice ed efficace, valorizza il lavoro della mano e della mente, è una caratteristica personale e rivela l’identità di chi scrive, le sue attitudini, le potenzialità relazionali e affettive.

Scrivere a mano:

• è prendere coscienza di se,
• è espressione della propria personalità,
• è la più importante documentazione di se.

Non a caso la scrittura è come un’impronta digitale, personale ed unica, non esistono due grafie identiche, ognuno di noi ha la propria, ogni scrittura esprime qualcosa di noi, della nostra personalità e del nostro stato emotivo, che sia calma, rabbia o eccitazione.
Inoltre scrivere a mano tende a liberare la mente da altri pensieri, aiuta a concentrarsi su quello che si sta scrivendo e a liberare le tensioni e i nervosismi, a smussare la negatività e a rilassare mente e muscoli; durante l’atto dello scrivere ci si concentra sui movimenti sui tratti e sull’inchiostro che scivola sulla carta, e la mente è più creativa, libera, ogni forma di tracciato grafico personale: scarabocchio, scritto, disegno, ovunque fosse impresso: rivela sempre i mondi della propria coscienza e del proprio inconscio.
Scrivere un diario, per esempio, è liberatorio non perché lo si scrive sul pc con una tastiera ma perché si imprime su carta un po’ delle sensazioni del momento, si riesce a caratterizzare una frase, una parola, la si calca di più, la si sottolinea, la si ricalca, ed ogni parola rievoca un ricordo nel tempo che la si scrive e soprattutto la visione dei fatti si fa più chiara e i ragionamenti si sviluppano in modo più articolato.

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