Campionario di Leggi italiche da eliminare

La seguente nota nasce da cognizione di causa,da esperienza diretta e vissuta sulla propria pelle,da profonda
preoccupazione per il futuro del nostro Paese. Intende stimolare attenzione e riflessione sulle vere cause (tra cui la corruzione) che ne stanno provocando il declino quotidiano.
Ritengo quanto mai opportuno e doveroso evidenziare che la corruzione italica è spesso prodotta non dal
mancato rispetto delle Leggi ma dalla loro qualità.
Ad esempio, gran parte delle ricorrenti ruberie negli appalti e forniture pubblici sono state consentite e provocate da una
legge truffaldina, tuttora in vigore.
P. Claudio Tacito sosteneva che “la corruzione della Repubblica nasce dalla proliferazione delle leggi”.
Massimo Cacciari, nel 2014, dichiarava: “Le leggi sui lavori pubblici sono
confuse e incomprensibili: sembrano fatte apposta per favorire le tangenti”.
Andrea Camilleri lancia l’allarme: ”La corruzione negli appalti pubblici è una Piramide di fango che sta soffocando il Paese”. Una
piramide fatta di blocchi privati (corrotti e corruttori) e di cemento fornito dallo Stato: con le Leggi vigenti.
C’era una volta lo Stato di diritto, con leggi che regolavano il diritto del cittadino ed il dovere del pubblico ufficiale il quale ora agisce da padrone della cosa pubblica .Si barcamena fra le influenze pervenute; copre le magagne con la legge sulla privacy; concorda il prezzo del suo silenzio, con la legge del silenzio-assenso. E’ nato così lo Stato delle influenze.
Quando il tintinnio delle manette (Mani Pulite) suonava insistente alla porta dei Politici, questi decisero di trasferire (con la Legge Bassanini) la responsabilità degli Atti alla Burocrazia. La quale ne ha conquistato il potere, ma si è liberata della responsabilità: moltiplicando le poltrone e frantumando la competenza.
La Burocrazia attuale – essendosi selezionata: per chiamata diretta, per diritto di famiglia, per appartenenza e non per merito – ha
raggiunto il più basso livello morale e culturale di tutti i tempi. Il familismo amorale, che assillava la società meridionale nei secoli
scorsi, si è evoluto in familismo immorale, e fa da guida alla classe dirigente dell’intero Paese, nella spartizione del potere.
Nella Giustizia hanno demolito un pilastro della Costituzione. La Legge non è più uguale per tutti, da quando presso le Procure della
Repubblica è in uso il ”modello 45”. Che rende facoltativa l’azione penale; favorisce la prescrizione; e consente il traffico delle influenze. Vi sono Leggi che favoriscono l’evasione fiscale: in continua crescita da quando l’IVA (imposta sul valore aggiunto) è subentrata alla vecchia IGE (imposta generale sull’entrata). L’IGE era un’imposta certa: calcolata sull’importo della fattura, e
versata al momento della sua emissione. L’IVA invece è un’imposta probabile: calcolata sulla differenza tra vendite ed acquisti. Basta procurarsi una fattura acquisti falsa e l’imposta da versare si riduce o si azzera.
Credo che l’IVA sia nata per favorire Tangentopoli. Che ha bisogno di fatture false. Che servono,stante le indagini giudiziarie, a chi le emette, per riciclare denaro sporco,a chi le riceve, per costituire fondi neri e pagar tangenti.
Ma non solo: per chi emette fatture false e non le registra, l’IVA incassata diventa un netto ricavo. Per questo, ad ogni aumento di un
punto d’IVA, aumenta l’evasione e non il gettito fiscale.
Negli appalti pubblici hanno demolito un altro pilastro della Costituzione. Non si rispetta più la libera concorrenza. Vi sono Leggi
che consentono di ammettere alla gara un numero ristretto di imprese: massimo 20. Si tratta del c.d. appalto integrato, che prevede oltre l’esecuzione, anche il progetto a cura dell’impresa appaltatrice. E’ una procedura molto discutibile dettata da Direttiva Europea e prevista nella legge 584/197, usata nei Grandi Appalti, nota come metodo della offerta economicamente più vantaggiosa, che già nella definizione è una presa in giro : non corrisponde al minor costo da sostenere, anzi.
Col pretesto di valutare anche la qualità del progetto, l’aggiudicazione avviene sul rapporto tra benefici(ipotetici) e costi (reali).
Elevando (con la fantasia) il valore dei benefici si riesce a giustificare un maggior costo da pagare all’impresa. Risulterà aggiudicataria l’unica impresa che ha fatto il progetto. La partecipazione di altre imprese è solo apparente. Il proclamato vantaggio risulterebbe più in capo all’impresa che per lo Stato.
L’uso di questo metodo consentì la grande spartizione dei Fondi FIO (Fondi Investimento Occupazione). Migliaia di miliardi di lire stanziati dal C. I. P. E. negli anni 80, prestati dalla B. E. I. (Banca Europea Investimenti) e destinati a Regioni e Ministeri: per la
realizzazione di una serie di interventi con l’obbligo di iniziare i lavori entro 90 giorni pena la perdita del finanziamento. Erano condizioni capestro che indussero le Regioni ad affidare i lavori alle imprese che avevano già pronti i progetti.
Il risultato fu: tante opere fantasma e sprechi di denaro,per esempio, lungo i fiumi della Basilicata, nessun posto di lavoro, il primo bilione di euro di Debito Pubblico.Nel 2oo6 la stessa norma viene di nuovo imposta da Direttiva Europea ed approvata col Dec.to Leg.vo n. 163/2006.
Nel febbraio 2007, nella sentenza n. 1609 il TAR Lazio dichiara: “questa norma distorce la competizione ed ha l’effetto patologico di pilotare agevolmente la gara d’appalto”. Nonostante tale bocciatura questa norma è tuttora in vigore: è stata usata nelle ricorrenti ricostruzioni dopo terremoto, è riuscita a formare il secondo bilione di euro di Debito Pubblico, e c’è da aspettarsi ancor
di peggio quando arriveranno gli annunciati Fondi per la crescita in previsione dei quali la stessa norma è stata riapprovata con Dec.to Leg.vo n. 50/2016.
Non c’è dubbio, questo metodo imposto dall’Europa è una legge scellerata perché: 1) permette ai Tecnici Pubblici di affrancarsi dal progettare le opere, pur essendo pagati per farlo; 2) assegna l’appalto dei lavori non su dati oggettivi,
ma su valutazioni discrezionali; 3) induce la Commissione ad agire in commistione di interessi, ed a promuovere interesse privato in Atti d’Ufficio; 4) determina la selezione morale (verso il peggio) delle imprese ammesse agli appalti, e l’esclusione delle altre.
Da quando della corruzione se ne occupa l’Autorità Nazionale Anticorruzione, il problema è emerso sui mass media nella sua dimensione.
Mi permetto di suggerire, al Dr. Raffaele Cantone, di ricercare non solo i malfattori, ma anche gli strumenti usati nelle rapine cui assistiamo. Si è saputo ad esempio che ad ogni ruberia corrisponde un giro di fatture false. Sarebbe quindi opportuno capire il nesso fra loro e quali sono le leggi che lo consentono.
E’ sperabile che nei Piani Alti delle Istituzioni si prenda coscienza delle conseguenze disastrose che sta vivendo il Paese. Basti pensare che a fronte dei due bilioni di euro di Debito Pubblico spesi in questi 40 anni, ci ritroviamo col Paese più povero e disastrato di prima.
E’ auspicabile che si intervenga con energia per: 1) ripristinare lo Stato di Diritto ed i pilastri danneggiati della Costituzione; 2) abrogare le tante Leggi molto discutibili , tra cui il suddetto Metodo negli appalti e la legge IVA ;3) chiudere le strutture parallele tra cui il C.I.P.E. e le A.d.B.; 4) negli appalti pubblici, affrontare le due fasi (di progettazione ed esecuzione delle opere) in momenti e con soggetti diversi; 5) cancellare sia la privacy dagli Atti pubblici che l’assenso dal silenzio del Pubblico Ufficiale; 6) resuscitare il reato d’Abuso ed Omissione d’Atti d’Ufficio; 7) raddrizzare il percorso dell’Unione Europea.

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