Sanità,la Consulta boccia norma della Regione Puglia

La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la norma della Regione Puglia con oggetto i contratti a tempo determinato rinnovabili per il personale sanitario.
I giudici, accogliendo il ricorso della presidenza del Consiglio dei Ministri, dichiara l’illegittimità costituzionale dei comma 4, 5 e 6 dell’articolo 53 della Legge pugliese di stabilità del febbraio 2016.
In particolare tutto quello in cui si prevede l’assunzione per un anno, senza concorso, di personale delle Aziende sanitarie locali già precedentemente adibito a Servizio di assistenza domiciliare integrata (ADI), riabilitazione e integrazione scolastica.
Secondo gli avvocati dello Stato tali norme «…sarebbero costituzionalmente illegittime, sia per violazione del principio del concorso pubblico, sia per invasione della competenza statale in materia di ordinamento civile».
Invece a giudizio dei legali dellla Regione, i dispositivi impugnati «non introdurrebbero una nuova forma di assunzione alle dipendenze della pubblica amministrazione in assenza di procedure concorsuali selettive, ma si limiterebbero a mantenere lo status quo, al fine di soddisfare le esigenze assistenziali».
I giudici della della Corte costituzionale, nel dare ragione al Governo presieduto da Matteo Renzi, bocciando la Legge regionale, spiegano nella sentenza che «le Regioni devono rispettare la regola posta dall’articolo n. 97, quarto comma, della Costituzione secondo cui ” agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorsò».
Inoltre sottolinenano i magistrati che «né la necessità di garantire la continuità dell’azione amministrativa, addotta dalla resistente, è ragione di per sé sufficiente a giustificare una deroga al principio del pubblico concorso».
La Corte infine soiega che «trattandosi di servizi assistenziali stabili, che l’amministrazione pubblica ha l’obbligo di fornire, la Regione non avrebbe dovuto prevedere la chiamata in servizio ‘direttà, con contratti annuali rinnovabili, ma seguire le ordinarie procedure di assunzione (nelle quali è consentito entro certi limiti valorizzare la specifica esperienza pregressa)».
Dunque, bisogna innanzi tutto bandire il democratico concorso.

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