Se un ente pubblico paga l’esproprio dopo 41 anni

L’occupazione del bene privato, da parte dell’ente pubblico, avviene il 30 marzo 1976. E il pagamento dell’esproprio? Dopo quasi mezzo secolo : 20 gennaio 2017.
Accade in Puglia, territorio di Statte provincia di Taranto.  Qui l’Istituto autonomo case popolari( Iacp, oggi Arca Jonica) deve costruire una casa albergo per anziani e scuola elementare. Le aree di proprietà delle famiglie C. e M. vengono impegnate d’urgenza in virtù di tre decreti del presidente della Giunta regionale : 30 marzo 1976 e due  dell’8 novembre 1977.
Gli eredi dei possessori dei suoli nel 1984 citano Iacp  al risarcimento del danno per “… irreversibile trasformazione delle aree occupate per realizzazione fabbricati senza che fosse stato completato il procedimento espropriativo”.
Con sentenza del 1994 il Tribunale tarantino condanna Iacp a sborsare lire 316.395.200(euro 163.404,49) più rivalutazioni e spese di giudizio.
Ma i discendenti delle famiglie C. e M. si oppongono. Motivo ? Sollecitano la correzione  per errore materiale di calcolo,nonchè la riforma per avere il Tribunale escluso 14.736 metriquadri dal computo  dell’indennizzo.
Nel frattempo, anno 2001, la Corte d’Appello del Tribunale di Lecce, sezione Taranto, conferma la natura edificatoria dei terreni espropriati. I vertici di Iacp ricorrono in Cassazione. Quest’ultima,tramite dispositivo del 2006, accoglie il ricorso di Iacp,cassa la sentenza del 2001 e rinvia la causa innanzi la Corte Appello salentina.
I giudici leccesi,stante  le evoluzioni legislative e giurisprudenziali intervenute nel corso degli anni,a febbraio 2012 stabiliscono che Iacp deve pagare quanto segue : 440.378,67 euro  a fronte della modifica dei suoli, più le somme  di riapprezzo  e indennità di occupazione e interessi legali.
Gli avvocati rappresentanti le famiglie C. e M. il giorno 23 agosto 2013 notificano a Iacp il quantum complessivo da versare :  3.571.929.
Passano 3 anni e gli stessi legali,il 16 febbraio 2016, intimano  nuovo atto di precetto e quindi esecuzione  forzata a carico di Arca Jonica(già Iacp) in caso di mancato pagamento di un totale pari a 3.800.000,00 euro.
I responsabili dell’agenzia per la casa e l’abitare creata dalla Regione Puglia decidono,pochi mesi  fa, di intraprendere la via di bonaria definizione.
Ecco : il debito inizialmente decurtato del 40% viene ulteriormente tagliato fino a euro 1.330.000,00 per sorte capitale rivalutata.
Al termine di complesse trattative gli eredi delle famiglie C. e M. il 29 novembre 2016 comunicano di accogliere la proposta  della cifra di 1.330.000,00 rinunciando al maggior importo di 2.500.000,00 euro.
Pertanto visto che la transazione determina “… un innegabile vantaggio” il 20 gennaio 2017 il Dipartimento mobilità,opere pubbliche e politiche abitative della Regione elargisce ad Arca Jonica  il finanziamento di 1.330.000,00 euro a conclusione dell’annosa controversia,imputando il denaro su ex Fondi Gescal(accantonamenti maggiori oneri).
Per caso qualcuno riconducibile alla pubblica istituzione,in siffatta incredibile vicenda, ha presumibilmente commesso  errori?
Comunque un diritto del cittadino esaudito dalla Regione dopo quarantuno anni è,perlomeno, un primato italico.
Sembra di essere al cospetto di un quadro triste di vita neofeudale. Infatti :”Durante l’Era feudale la proprietà non si suddivide come avviene nei periodi di pace,né si concentra come accade in quello dei rivolgimenti; ma è accasciata da tanti pesi,e da tali servitù,che quasi alla terra sembra che manchino i succhi vitali,e i raggi fecondatori del sole. Queste condizioni di vita finiscono coll’inaridire la triplice sorgente della prosperità materiale delle nazioni. L’agricoltura è negletta, muoiono le industrie,finiscono i commerci,e la vita dell’individuo come quella della famiglia diventa un problema pressocchè insolubile…”(Giovanni Ma succi 1883).

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